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Risultati di Windows Live® Search Berillio Elemento chimico appartenente al gruppo IIA (o 2) della tavola periodica, di simbolo Be e numero atomico 4. Fu scoperto nel 1798 dal chimico francese Louis-Nicolas Vauquelin; fu isolato nel 1828, dal chimico tedesco Friedrich Wöhler e, indipendentemente, dal chimico francese Antonine-Alexandre-Brutus Bussy. Inizialmente chiamato glucinio a causa del suo sapore dolciastro, prese poi nome dal suo principale minerale, il berillo, un silicato di alluminio e berillio. Raggruppato tra i metalli alcalino-terrosi, di colore grigio e fragile, è piuttosto raro sulla superficie terrestre; ha peso atomico 9,0122, fonde a circa 1277 °C, bolle a 2970 °C e ha densità relativa 1,85. Esposto all'aria, si ricopre di uno strato molto sottile di ossido che conferisce all'elemento la caratteristica di graffiare i metalli. I suoi composti sono generalmente bianchi ma incolori in soluzione, e mostrano dal punto di vista chimico proprietà simili a quelle dei composti dell'alluminio, elemento dal quale è quindi difficilmente separabile. In natura si trova soprattutto nel minerale berillo, le cui varietà acquamarina e smeraldo rivestono un notevole interesse gemmologico e commerciale. Le leghe contenenti berillio sono estremamente leggere, hanno buone proprietà termiche, meccaniche e di resistenza alla corrosione: per questo motivo vengono impiegate nella tecnologia spaziale e nella fabbricazione di parti di aerei supersonici; per alcuni usi sono invece sfruttate le proprietà elettriche del materiale. Essendo trasparente ai raggi X, il berillio trova impiego nei tubi a raggi X; inoltre la naturale tendenza a rallentare e catturare neutroni lo rende eccellente come moderatore nei reattori nucleari per la produzione di energia nucleare. Il berillio è utilizzato nella fabbricazione di strumenti e apparecchi come computer, laser e televisori; poiché le sue polveri possono avere effetti tossici, la manipolazione di questo materiale richiede l’impiego di speciali misure protettive.
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