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Borsa valori Mercato per la vendita e l’acquisto di titoli di società e di amministrazioni pubbliche (quali i comuni) e, in alcuni casi, di certificati rappresentativi di merci. La prima borsa di cui si ha notizia si teneva nel palazzo della famiglia di mercanti veneti Della Borsa (in olandese Van der Burse) a Bruges, nelle Fiandre, dove nel secolo XIV i mercanti si riunivano per trattare i propri affari. In origine le borse valori erano aperte a chiunque volesse comprare o vendere; ben presto ci si rese però conto che, per rendere eseguibili le contrattazioni, era necessaria un’organizzazione formale e, di conseguenza, l’accesso e l’appartenenza alla borsa, nonché le sue attività, vennero regolate con apposite norme. In Italia, le borse valori sono soggette a controllo pubblico attraverso la Commissione nazionale società e borsa (CONSOB) e il Consiglio di borsa, nominato con decreto dal ministero dell'Economia e delle Finanze.
La borsa valori gioca un ruolo fondamentale nell’economia capitalistica. All’atto dell’emissione i titoli (generalmente titoli del debito pubblico, obbligazioni di enti pubblici e società private, azioni di società) vengono venduti da banche e consorzi di collocamento; successivamente però sono le borse che forniscono i mercati, detti secondari, nei quali gli investitori iniziali possono vendere i propri titoli quando lo ritengono opportuno; la presenza delle borse incoraggia quindi l’investimento del pubblico nelle aziende quotate. Le principali borse valori del mondo sono quelle di New York, di Londra e di Tokyo. Altra importante “borsa”, molto meno regolamentata, è il sistema denominato “Associazione nazionale degli operatori in titoli per quotazioni automatizzate” (NASDAQ): si tratta di un mercato computerizzato che collega gli operatori di tutti gli Stati Uniti e, in qualche misura, d’Europa. Il NASDAQ è il secondo mercato borsistico degli Stati Uniti per dimensioni e ritmo di crescita e facilita gli scambi che hanno luogo al di fuori delle borse ufficiali, opportunità particolarmente interessante per le imprese minori. L’esempio del NASDAQ evidenzia una generale tendenza all’aumento della concorrenza e all’utilizzo di sistemi di scambio computerizzati in sostituzione della tradizionale 'sala delle grida' della borsa valori, dove si incontrano operatori e mediatori. La borsa valori di Londra è stata interamente computerizzata durante la riorganizzazione del 1987 e consente agli operatori di vedere istantaneamente tutti i prezzi su di uno schermo. Dal 1994 anche presso la borsa valori di Milano tutte le contrattazioni avvengono attraverso un circuito telematico. Al contrario, la borsa valori di New York mantiene le sue sale di contrattazione. La concorrenza alle borse valori tradizionali si è intensificata anche per la comparsa dei nuovi sistemi di scambio computerizzati, che talvolta rendono possibile ridurre i costi di transazione ed evitare alcune delle inevitabili regole imposte dalle borse valori convenzionali. Esiste poi una forte concorrenza tra le borse valori di differenti paesi: è possibile, ad esempio, comprare e vendere azioni francesi sul mercato di Londra utilizzando il suo “Sistema internazionale di quotazioni di borsa automatizzate” (SEAQ internazionale). Il SEAQ internazionale è riuscito a sottrarre importanti quote di mercato alle borse valori di molti paesi, con la conseguenza che per certi paesi il grosso degli scambi mobiliari ha luogo a Londra anziché presso le proprie borse valori.
Con l’intensificarsi della concorrenza tra borse valori, il loro sistema si è diviso in due grandi categorie. Nella prima, gli operatori quotano continuamente i prezzi ai quali sono disposti a comprare e vendere ciascun titolo; gli investitori possono vedere questi prezzi e le regole di borsa specificano che tutti gli scambi devono avvenire “al meglio” per l’investitore (cioè al prezzo più alto se si vende, a quello più basso se si compra). Tutti i prezzi sono visibili sul quadro computerizzato e gli operatori sono obbligati a procedere agli scambi ai prezzi che hanno quotato fino a un certo volume (e cioè fino alla 'normale dimensione del mercato'): per gli scambi oltre tale dimensione, i prezzi quotati dagli operatori sono solo indicativi e sarà la negoziazione a stabilire il prezzo definitivo. I vantaggi di questo sistema sono l’immediata esecuzione degli ordini e la certezza del prezzo in qualsiasi momento. Il secondo tipo di organizzazione degli scambi è il sistema dell’asta, con il quale si raccolgono e si combinano fra loro, continuamente o in dati momenti della giornata borsistica, tutti gli ordini di acquisto e vendita degli investitori, per pervenire a un prezzo che equilibri domanda e offerta. Con questo sistema funziona, ad esempio, la borsa valori di Parigi.
Le borse valori nel mondo si stanno sviluppando rapidamente e devono affrontare la concorrenza di nuovi operatori dotati di tecnologie evolute; sembra quindi verosimile che prevarrà la tendenza alla crescente concentrazione degli scambi in pochi centri guida, con la progressiva perdita d’importanza delle borse valori nazionali di alcuni paesi. In Europa, ad esempio, si sono verificati tentativi di sviluppare una borsa valori paneuropea, sebbene per alcuni versi questa esista già nella forma del SEAQ internazionale. Ciascuna nazione sembra tuttavia restia ad abbandonare la propria borsa valori anche se, data l’attuale elevata liberalizzazione dei mercati finanziari e il continuo sviluppo della tecnologia informatica, nulla impedisce agli investitori individuali di usare il sistema di borsa valori che ritengono più economico o più efficiente.
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