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Struttura articolo
Introduzione; Caratteristiche fisiche; Riproduzione; Ecologia ed evoluzione; Classificazione scientifica
Gli irudinei, meglio noti come sanguisughe, sono costituiti da un numero fisso di metameri, pari a 34. Mentre nelle altre due classi, ai solchi visibili esternamente sulla cute corrispondono internamente i setti che separano i metameri, negli irudinei questa corrispondenza non vale e il numero di segmenti apparenti è generalmente superiore a 34. Il primo e l’ultimo metamero recano delle ventose, utilizzate per aderire saldamente al substrato e per la locomozione “a compasso”; solitamente privi di sete, le sanguisughe si spostano infatti nuotando con movimenti sinuosi o attaccando e staccando in modo alternato le due ventose mentre allungano e contraggono il corpo. Il sistema digerente è adattato alla funzione di parassiti ematofagi (si nutrono del sangue di animali superiori) degli irudinei: l’apparato boccale può essere munito di mascelle o di proboscide e comprende delle ghiandole salivari che secernono una sostanza, chiamata irudina, capace di impedire la coagulazione del sangue dell’ospite; in questo modo la sanguisuga può succhiare e digerire il sangue con tutta calma.
Nella classe dei policheti i sessi sono separati e la riproduzione avviene con fecondazione esterna, mediante la liberazione in acqua di uova e spermatozoi. Lo sviluppo prevede una fase larvale rappresentata dalla tipica larva trocofora, comune anche al phylum dei molluschi. La crescita avviene per aggiunta di segmenti all’estremità posteriore del corpo. A differenza dei policheti, gli oligocheti e gli irudinei sono ermafroditi e si riproducono per fecondazione interna incrociata, dando luogo a un bozzolo. Negli oligocheti, durante il periodo riproduttivo, alcuni segmenti specializzati della parte anteriore si ingrossano a formare una struttura detta clitello; questo, secernendo un’apposita sostanza, consente l’adesione dei corpi durante l’accoppiamento. Negli irudinei, alcune specie offrono cure parentali alla loro prole.
Alcuni policheti sono attivi predatori, altri hanno assunto abitudini sedentarie e si nutrono di particelle di cibo presenti nell’acqua o sui fondali. I lombrichi si nutrono principalmente delle sostanze organiche contenute nel terreno: ingeriscono il terriccio e lo fanno passare attraverso il tubo digerente, trattenendo soltanto le sostanze nutritive; così facendo, svolgono un ruolo ecologico fondamentale, di arricchimento e di aerazione del suolo. La maggior parte delle sanguisughe è parassita e si nutre succhiando il sangue di altri animali. Un tempo rappresentavano una risorsa essenziale in tutte le terapie che richiedevano un salasso; oggi vengono ancora utilizzate per ricavare un estratto di sostanze anticoagulanti. Soltanto alcune specie di irudinei sono predatrici. I resti fossili degli anellidi a noi pervenuti sono scarsi, in quanto il loro corpo privo di strutture rigide non si presta a conservarsi per lunghi periodi. Quelli di cui si dispone risalgono a circa 500 milioni di anni fa e testimoniano che evolutivamente gli anellidi discendono da forme simili ai vermi piatti o platelminti, e rappresentano i progenitori degli artropodi.
Gli anellidi costituiscono un phylum del regno animale. Sono suddivisi in tre classi: i policheti, gli oligocheti, e gli irudinei o sanguisughe.
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