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Risultati di Windows Live® Search Agro Pontino Regione geografica del Lazio sudoccidentale, situata in provincia di Latina; è formata da una pianura costiera, che si affaccia a ovest sul mar Tirreno, mentre ai lati è chiusa da una serie di rilievi che fanno parte dell'Antiappennino (colli Albani, monti Lepini, monti Ausoni, monti Aurunci). Morfologicamente vi si possono distinguere tre fasce, pressoché parallele: una più esterna, lungo il mare, formata da terreni alluvionali che hanno tra l'altro saldato alla terraferma un'antica isola, oggi corrispondente al promontorio del Circeo, nella quale vi sono residui laghi costieri (di Fogliano, di Sabaudia); una fascia centrale, leggermente più rilevata, di terreni sabbiosi e argillosi; infine una zona più interna, che si spinge sino ai monti Lepini, costituita da una vasta conca occupata in origine da un lago e che nei secoli si era trasformata in una distesa paludosa, malarica e spopolata, denominata Paludi Pontine. Già i romani avevano avviato i lavori di bonifica della regione, ripresi a partire dal XV secolo a opera di vari pontefici (tra cui Pio VI nel Settecento), che ne iniziarono la canalizzazione. Ma la bonifica integrale e definitiva delle Paludi Pontine, estesa per circa 800 km², fu attuata solo negli anni 1926-1935 (venne lasciata allo stato naturale soltanto la zona del Circeo, destinata a diventare il Parco nazionale del Circeo). Furono scavati 1.800 km di canali, costruite strade per 450 km, edificate 4.000 case coloniche, create città, a cominciare da Latina (sino al 1945 chiamata Littoria), Sabaudia, Pontinia e Aprilia. Tra gli assegnatari dei fondi ricavati nell'Agro Pontino numerosi furono i contadini immigrati dal Veneto. L'intero territorio fu organizzato in forme geometriche, seriali, suddiviso in lotti uguali (1.500 ettari), destinati ad accogliere le unità familiari (da 5 a 30 ettari) e presidiati ognuno da una casa colonica. Ogni lato gravitava su un piccolo borgo destinato ai servizi essenziali, a sua volta dipendente da una città. Nell'Agro Pontino fu introdotta inizialmente la cerealicoltura tradizionale, poi soprattutto una razionalizzata ortofrutticoltura intensiva, anche in serra; non meno fiorente è l'allevamento, di cui è tipico quello dei bufali, che dà luogo a un'affermata produzione di formaggi. La regione, via via sempre più popolata, rimase eminentemente agricola sino agli anni Sessanta del Novecento, quando ne fu anche avviata l'industrializzazione, favorita dal fatto di rientrare nell'ambito dei territori che godevano degli incentivi della Cassa per il Mezzogiorno; oggi è addirittura una delle poche aree industrializzate del Lazio (complessi alimentari, tessili, meccanici, chimici, ma anche elettronici e di alta tecnologia in genere, perlopiù ubicati a Latina).
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