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Corallo

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Coralli dell’oceano PacificoCoralli dell’oceano Pacifico
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Introduzione

Corallo Nome comune di alcuni celenterati di forma polipoide appartenenti alla classe degli antozoi, caratterizzati da uno scheletro protettivo di carbonato di calcio e del loro stesso scheletro, ampiamente utilizzato come gemma in gioielleria. Esistono forme coralline in entrambe le sottoclassi che costituiscono gli antozoi: quella degli ottocoralli, che sono animali coloniali forniti di otto tentacoli ciascuno; e quella degli esacoralli, solitamente dotati di un numero di tentacoli pari a sei o a multipli di sei. Alla prima sottoclasse appartiene uno dei coralli più noti e preziosi, il corallo nobile o corallo rosso (Corallium rubrum).

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Origine, struttura e composizione

La sostanza calcarea chiamata corallo viene secreta dalle cellule del tessuto epidermico dell’animale e depositata nello strato della parete corporea noto come mesoglea, che separa l’epiderma dal gastroderma. La struttura rigida che ne deriva, detta cenosarco, presenta generalmente una forma arborea, i cui rami hanno diametro, colore e sviluppo diversi a seconda delle specie. Ogni formazione corallina può rappresentare un singolo individuo o una colonia di più individui, con le cavità gastrovascolari (celenteron) comunicanti.

Il carbonato di calcio rappresenta circa l’85% della composizione chimica del corallo. Sono inoltre presenti piccole percentuali di solfato di calcio (1,4%), di carbonato di magnesio (2,4%) e quantità pressoché trascurabili di acido silicico e iodio.

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Distribuzione ed ecologia delle colonie

La maggior parte dei coralli vive in colonie distribuite a profondità comprese tra i 50 e i 200 m. I polipi si insediano sui depositi lasciati dai loro predecessori e si moltiplicano per riproduzione asessuata (gemmazione a livello della base del polipo).

I coralli propriamente detti (scleractinie) sono i principali costruttori delle barriere coralline. Essi ospitano nei loro tessuti alghe simbionti, chiamate zooxantelle, che, mediante fotosintesi, producono zuccheri utili al sostentamento dei coralli; questi in cambio riforniscono le alghe di fosforo e azoto, ricavati dalla parziale digestione degli animali catturati con i tentacoli a scopo alimentare. Per consentire la sopravvivenza delle alghe, che necessitano di luce per compiere la fotosintesi, i coralli crescono a profondità limitate, in modo da poter essere raggiunti dalla luce solare. La dipendenza dei coralli dalle alghe sembra variare a seconda delle specie e della distribuzione geografica. In Italia i più imponenti banchi di coralli si trovano lungo le coste dell’isola d’Elba, del Napoletano e della Sardegna.

Recentemente è stato osservato un progressivo sbiancamento delle colonie di coralli delle barriere che, secondo gli studiosi, va messo in relazione con il processo di riscaldamento globale in atto sul pianeta. La perdita della colorazione di queste formazioni sarebbe dovuta alla morte delle alghe che vivono in simbiosi con i coralli.

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Generi rappresentativi

Oltre al corallo rosso, alcuni dei coralli più diffusi sono gli ottocoralli del genere Heliopora, appartenente all’ordine cenotecali; caratterizzati da uno scheletro massiccio di colore azzurro, sono alcuni dei principali componenti delle barriere coralline degli oceani Indiano e Pacifico. Sempre tra gli ottocoralli, la specie Alcyonum palmatum, caratterizzata da un cenosarco massiccio, fa parte dell’ordine degli alcionacei ed è presente nelle acque del Mediterraneo. Nell’ordine dei gorgonacei, di cui fa parte il corallo rosso, sono incluse forme di ottocoralli laminari riunite nei generi Gorgonia ed Eunicella. Tra gli esacoralli, infine, alcuni dei generi più diffusi sono Madrepora, Porites e Fungia, tutti e tre abbondantemente rappresentati nelle barriere coralline del pianeta.

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