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Guerriglia

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Introduzione

Guerriglia Particolare forma di lotta, condotta con operazioni militari da forze perlopiù irregolari, o da forze regolari opportunamente addestrate, in territorio controllato dal nemico. La guerriglia può essere diretta sia contro eserciti o esponenti politici stranieri, sia contro eserciti o esponenti politici del proprio paese, nel caso in cui il suo scopo sia quello di destabilizzare o rovesciare un regime politico costituito.

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La tattica della guerriglia

Mancando della forza numerica e bellica necessaria a contrastare un esercito regolare in campo aperto, le formazioni guerrigliere operano da luoghi di difficile accesso da cui partono per missioni di disturbo e sabotaggio; esse dipendono in massima parte dal loro radicamento nel territorio e tra i civili per viveri, asilo e informazioni, ma possono anche ricevere, da forze alleate, aiuti consistenti in denaro, armi, forniture mediche, consulenza e addestramento militare.

La guerriglia – che richiede un'eccellente conoscenza del territorio in cui si opera – si basa su incursioni rapide e improvvise contro basi e convogli nemici, linee di comunicazione, trasporto e rifornimento, esponenti politici e militari, con il fine di ostacolare l'azione del nemico e distruggerne il potenziale bellico, ma anche di rifornirsi di armi, munizioni, mezzi di trasporto ecc. La mobilità estrema delle formazioni guerrigliere rende assai difficile debellarle.

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La guerriglia nella storia

Il termine nasce in epoca recente per definire la resistenza spagnola (guerrilla, 'piccola guerra') contro l'esercito napoleonico durante la guerra peninsulare (1808-1813). La storia è tuttavia ricca di episodi di guerriglia fin dall'antichità, ad esempio la resistenza degli ebrei alla conquista romana nel I secolo a.C. capeggiata dalla setta degli zeloti e culminata nella caduta di Masada nel 73 d.C.

Nella storia europea possono essere considerate esempi di guerriglia le numerose rivolte contadine, fra cui, particolarmente sanguinosa, quella del 1793 in Vandea. Altri esempi classici di impiego della tattica della guerriglia sono le azioni delle unità di francs-tireurs (franchi tiratori) francesi impegnati in attacchi contro l'esercito prussiano durante la guerra franco-prussiana (1870-71) oppure i raid dei boeri contro le truppe britanniche durante la guerra anglo-boera (1899-1902).

Se fino al XIX secolo la tattica guerrigliera viene adottata per conseguire obiettivi relativamente secondari, e comunque non è ritenuta sufficiente per portare a termine vittoriosamente un conflitto con un esercito regolare, nel XX secolo diventa parte di un disegno strategico più ampio: ne sono un esempio le azioni dei partigiani di tutta Europa contro le forze d'occupazione tedesche durante la seconda guerra mondiale (vedi Resistenza europea; Resistenza italiana), ma soprattutto le lotte di liberazione dei paesi del Terzo Mondo, ad esempio in Cina, in Vietnam, in Algeria.

Negli ultimi due secoli di storia del continente americano la guerriglia ha giocato un ruolo fondamentale: dalle rivolte degli schiavi brasiliani contro il dominio portoghese e olandese nel XVII secolo ai raid dietro le linee nordiste dei ranger guidati da John Singleton Mosby durante la guerra civile americana, dalle azioni contro il regime coloniale spagnolo capeggiate dai patrioti sudamericani Simón Bolívar e Miguel Hidalgo y Costilla alla vittoriosa lotta dei guerriglieri (barbudos) di Fidel Castro e di Che Guevara che rovesciò il regime di Fulgencio Batista a Cuba (vedi Rivoluzione cubana).

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Teorici e interpreti della guerriglia

Karl von Clausewitz, nel trattato Della guerra (1833) delineò come tratti fondamentali di un'efficace guerriglia l'appoggio popolare, un territorio ampio e impervio e un'azione frammentata in numerosi attacchi condotti su vari fronti; Lenin mise in atto con successo lo schema di von Clausewitz durante la Rivoluzione russa del 1917 e soprattutto durante la successiva guerra civile.

Un'applicazione dei principi della guerriglia alle condizioni morfologiche e climatiche del deserto si deve a Thomas Edward Lawrence (soprannominato 'Lawrence d'Arabia'), contro le truppe turche; nei Sette pilastri della saggezza (1926), Lawrence mise l'accento sull'importanza della mobilità e della sorpresa in un'azione di guerriglia.

In Asia, le tecniche della guerriglia furono impiegate con successo dall'esercito di Mao Zedong fino a quando non fu in grado di affrontare in campo aperto le forze dei nazionalisti: il leader cinese è infatti considerato uno dei maestri di questo tipo di guerra. Anche il leader vietnamita Ho Chi Minh ricorse ad azioni di guerriglia, dapprima nella battaglia contro il regime francese in Indocina, poi contro sudvietnamiti e statunitensi.

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