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Buchanan, James

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James BuchananJames Buchanan

Buchanan, James (Stony Batter, Pennsylvania 1791 - Wheatland, Pennsylvania 1868), quindicesimo presidente degli Stati Uniti d’America (1857-1861), cercò invano di prevenire la crisi che portò alla guerra di secessione.

Membro del Partito federalista, fu eletto per due volte al Congresso della Pennsylvania e nel 1821 entrò al Congresso degli Stati Uniti. Dopo essersi unito alla coalizione che nel 1828 riuscì a far eleggere presidente Andrew Jackson, aderì al Partito democratico. Ambasciatore in Russia per un breve periodo (1832-33), fu eletto al Senato per la Pennsylvania. Nel 1845, divenuto segretario di Stato del presidente James Polk, consigliò ancora la moderazione, particolarmente riguardo alle annessioni del Messico e del territorio dell’Oregon. Nel 1852 il presidente Franklin Pierce lo nominò ambasciatore in Gran Bretagna. Nel 1856 riuscì a farsi candidare dal suo partito per la corsa alla presidenza.

Una volta insediato alla Casa Bianca, dovette affrontare il delicato problema della schiavitù. Il suo programma elettorale si incentrava sul rispetto della volontà popolare e del diritto dei coloni di mantenere schiavi. Tuttavia, due giorni dopo il suo insediamento, una sentenza della Corte suprema confermò che la Costituzione permetteva la schiavitù in tutti i territori; la posizione del presidente fu aggravata ulteriormente dalla recessione economica che colpì il paese a partire dal 1857 e dal suo appoggio all’ammissione del Kansas all’Unione come stato schiavista.

Nel tentativo di conciliare le divergenti posizioni di Nord e Sud, Buchanan non riuscì a evitare la spaccatura nel suo stesso partito (1860). Nel corso della crisi secessionista seguita alla vittoria nelle elezioni presidenziali del repubblicano Abraham Lincoln (1861), Buchanan, in attesa che questi si insediasse, cercò di raffreddare gli animi e scongiurare la guerra civile. Tuttavia, i suoi progetti per una Convenzione costituzionale fallirono ed egli lasciò l’incarico deluso e screditato.

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