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Orfeo

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Introduzione

Orfeo Nella mitologia greca, poeta, musico e cantore tracio, figlio della musa Clio e di Apollo, oppure della musa Calliope e del re di Tracia Eagro. Ricevette in dono da Apollo la lira e ne divenne suonatore insuperabile tra i mortali: quando suonava e cantava, piegava gli alberi e muoveva le rocce, domava le bestie feroci e faceva deviare il corso dei fiumi, inducendo tutti a seguirlo. Partecipò alla spedizione degli argonauti e salvò gli eroi distraendoli dal richiamo delle sirene e placando le tempeste marine col suo canto.

Sposò Euridice, bellissima ninfa, che tuttavia morì subito dopo le nozze, morsa da un serpente mentre cercava di sfuggire alle insidie di Aristeo; sopraffatto dal dolore, Orfeo scese negli Inferi per tentare di riportarla con sé. Incantando sia Caronte e Cerbero, sia Persefone e Ade, ottenne di trarre con sé Euridice, a patto che egli non si voltasse prima di aver lasciato gli Inferi. Ma Orfeo non resistette e, appena intravide la luce, si voltò: Euridice scomparve.

Da allora, sopraffatto dalla disperazione, Orfeo si ritirò sui monti della Tracia; ma in tal modo osteggiò o trascurò il culto di Dioniso, le cui seguaci, le menadi invasate, lo sopraffecero e dilaniarono in un accesso di furore orgiastico; la sua testa mozzata, gettata nel fiume Ebro, continuò a chiamare Euridice finché approdò sulla spiaggia dell'isola di Lesbo, dove la seppellirono le muse. Dopo la morte di Orfeo, il suo strumento divenne la costellazione della Lira.

2

Fortuna del mito

Nell'antichità, a Orfeo fu attribuita la fondazione di una religione derivata dai culti di Dioniso e detta orfismo.

Il forte simbolismo cui sono soggette le caratteristiche e le vicende del mito di Orfeo ne hanno fatto nel corso dei secoli uno dei materiali mitologici più attivi e vivaci: nel Rinascimento esercitò la sua influenza soprattutto in rapporto alla lotta contro la morte e alle misteriose vicende del vello d'oro; in epoca romantica, invece, prevalsero sulla figura individuale di Orfeo la storia del suo amore per Euridice e il valore di forza morale attribuito alla poesia.

Gli artisti, i letterati e i musicisti che subirono il fascino della figura di Orfeo furono innumerevoli: da Canova a Kokoschka, da Poliziano ad Apollinaire, Rilke e Cocteau, da Monteverdi e Gluck all'operetta di Offenbach.

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