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Risultati di Windows Live® Search Fontana Complesso architettonico o scultoreo, di mole più o meno monumentale, costruito per ricevere, attraverso canalizzazione artificiale o da sorgenti naturali, un flusso d'acqua. Può avere funzione eminentemente pratica, fornendo acqua da attingere, oppure un significato esclusivamente estetico, quale l'abbellimento di piazze, giardini, parchi e ville. Nel mondo greco classico le fontane, considerate luoghi sacri agli dei, erano perlopiù costituite da un elemento scolpito a testa di leone, dalla cui bocca sgorgava un getto d'acqua. Nel periodo ellenistico si impose l’uso di racchiudere le fonti entro costruzioni porticate, rette da colonne, con absidi e nicchie: l'acqua, fuoriuscita dalle protomi ferine, confluiva in una piscina o in vasche marmoree, a volte disposte su più livelli. Presso i romani si impose la tipologia del ninfeo, evoluzione profana dei luoghi di culto dedicati alle ninfe in Grecia. Nella decadenza che seguì alla caduta dell'impero romano l'acqua cominciò a scarseggiare nelle città e le fontane delle piazze furono sostituite da pozzi, con parapetti poligonali e pochi elementi decorativi. Dal XIII secolo, con lo sviluppo delle autonomie comunali e il miglioramento delle condizioni economiche delle città, le fontane acquisirono di nuovo importanza monumentale e significato simbolico; tra gli artisti che ricevettero importanti commissioni pubbliche ricordiamo Nicola e Giovanni Pisano, autori del progetto per la Fonte Maggiore di Perugia (1278) e Jacopo della Quercia, architetto della Fonte Gaia di Siena. In epoca rinascimentale e manierista le fontane erano generalmente costituite da una vasca che ospitava al centro un gruppo scultoreo (fontana di Nettuno a Firenze di Bartolomeo Ammannati; fontana di Nettuno a Bologna del Giambologna). Tipiche del periodo barocco sono fontane monumentali, in cui un’imponente struttura architettonica si coniuga con motivi decorativi plastici, ispirati al mondo naturale o alla mitologia classica (fontana di Trevi a Roma, di Nicola Salvi e Giovanni Paolo Pannini); mentre nelle ville fuori città i giardini si impreziosivano di complessi giochi d’acqua, con cascatelle, bacini e zampilli che miravano a stupire il visitatore, e ad allietare gli ozi dei proprietari (Villa d’Este, Tivoli). Tra il XVII e il XVIII secolo lo sviluppo dell’architettura dei giardini diede impulso all’elaborazione di nuove e fantasiose tipologie di fontana. Ninfei, “teatri d’acqua”, strutture articolate di vasche piccole e grandi si alternavano a laghetti artificiali, sui quali si specchiavano tempietti e sculture classicheggianti (come nella rigorosa geometria del parco della reggia di Versailles, o nei giardini cosiddetti all’inglese, di aspetto più selvaggio). Le tendenze enfatiche e magniloquenti dell’arte europea del periodo napoleonico e della Restaurazione diedero luogo a grandi monumenti ricchi di riferimenti simbolici ed elementi decorativi classici. Nella seconda metà del secolo fu soprattutto il gusto eclettico a improntare l’architettura delle fontane, rielaborando stilemi attinti a varie epoche della storia dell’arte. Per tutto il corso del Novecento, la realizzazione di fontane ha rappresentato una significativa occasione di sperimentazione artistica, in accordo con le più diverse correnti e gli stili di maggior risonanza; tuttora, essa costituisce un rilevante momento della progettazione dell’arredo urbano.
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