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Introduzione; Antichi calendari; Il calendario romano; Il calendario gregoriano; Calendari religiosi
Le critiche mosse al calendario gregoriano riguardano il fatto che i mesi non hanno la stessa durata e che nessuno di essi è esattamente un dodicesimo dell'anno; il numero di settimane comprese nei vari trimestri o nei due semestri è diverso; infine, in anni diversi, alla stessa data corrispondono giorni della settimana diversi. Il cosiddetto calendario universale, una delle proposte di riforma più note, fu preso in considerazione, ma non adottato, dall'ONU, nel 1954. Esso prevede anni di 364 giorni ripartiti in 52 settimane; il 1° gennaio è sempre domenica e il 365° giorno, detto giorno di fine anno, viene aggiunto senza data e senza nome. Negli anni bisestili viene introdotto un giorno supplementare, anch'esso senza data e senza nome, alla fine della ventiseiesima settimana, tra l'ultimo giorno di giugno e il primo di luglio. I mesi hanno 30 giorni a eccezione dei primi di ogni trimestre che ne comprendono 31. Il principale svantaggio di questo calendario sta nel fatto che l'introduzione del giorno di fine anno rompe il ciclo settimanale sul quale sono basati i regolari riti religiosi. Il calendario dei tredici mesi si compone invece di 13 mesi di 28 giorni ciascuno, in cui le domeniche cadono regolarmente l'1, l'8, il 15 e il 22; il mese in più rispetto al calendario gregoriano è chiamato 'sole' e viene inserito tra giugno e luglio. Il 365° giorno dell'anno non appartiene ad alcun mese né ad alcuna settimana; un ulteriore giorno viene aggiunto, negli anni bisestili, dopo il 28 giugno.
Il calendario ufficiale della Chiesa è una tabella che riporta festività e ricorrenze liturgiche fisse, come il Natale, e mobili, come la Pasqua. Dopo la Riforma, la Chiesa luterana tedesca mantenne il calendario romano e così fecero anche la Chiesa d'Inghilterra e alcune altre chiese anglicane. Il calendario della Chiesa episcopale protestante mantenne solo le feste che avevano origine scritturale. Le principali feste e i tempi liturgici osservati dalla maggior parte dei cristiani sono, nell'ordine, Avvento, Natale, Epifania, Quaresima, Pasqua, Ascensione, Pentecoste e Domenica della Santissima Trinità. Il calendario giudaico, derivato dall'antico calendario ebraico, è basato su mesi lunari di 29 e 30 giorni; un mese supplementare viene intercalato ogni tre anni, secondo un ciclo di 19 anni. Attualmente è il calendario ufficiale dello stato di Israele ed è usato dagli ebrei in tutto il mondo come calendario religioso. Il punto di partenza della cronologia ebraica è l'anno 3761 a.C., data della creazione del mondo secondo la descrizione dell'Antico Testamento. Tra i maggiori calendari religiosi è da citare il calendario musulmano, usato in molti paesi di religione islamica. Il conto degli anni, costituiti da 12 mesi lunari, inizia con la fuga di Maometto dalla Mecca avvenuta nel 622 (vedi Egira). Trent'anni formano un ciclo nel quale il 2°, 5°, 7°, 10°, 13°, 16°, 18°, 21°, 24°, 26° e 29° anno sono anni bisestili di 355 giorni; gli altri sono anni comuni di 354 giorni. La data del calendario musulmano corrispondente a una data del calendario gregoriano si può calcolare con la seguente regola, con l'errore massimo di un giorno: si moltiplica l'anno musulmano per 0,970224 e si aggiunge 621,5774. La parte del risultato a sinistra della virgola è l'anno cristiano, e la parte decimale moltiplicata per 365 è il giorno dell'anno.
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