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Risultati di Windows Live® Search Archipenko, Aleksandr (Kiev 1887 - New York 1964), scultore cubista russo. Studiò pittura e scultura a Kiev e a Mosca; nel 1908 si trasferì a Parigi, dove conobbe le avanguardie artistiche e si avvicinò a figure di spicco come Marcel Duchamp e Pablo Picasso. Studiò al Museo del Louvre le opere dell’antichità e frequentò gli artisti della Section d’Or, con i quali nel 1912 espose alla Galerie La Boétie. Originale interprete del cubismo, costruì le sue composizioni sull'alternanza tra vuoti e pieni, concavità e convessità, positivo e negativo (Donna che si pettina, 1915, Tate Gallery, Londra) e realizzò le cosiddette “sculto-pitture”, assemblaggi di materiali da riciclo dipinti (Medrano II, 1913, Guggenheim Museum, New York). Fu presente in varie edizioni del Salon des Indépendants e al Salon d’Automne, con dipinti incentrati sulla figura umana, spesso trasfigurata in forme astratte (Carrousel Pierrot, 1913, Guggenheim Museum, New York; Torso, 1935, Addison Gallery of American Art, Massachusetts; King Solomon, 1963, Smithsonian American Art Museum, Washington). Nel 1920 rappresentò la Russia, con Michail Larionov e Natalja Gončarova, alla Biennale di Venezia. Visse a Berlino fino al 1923, quando emigrò definitivamente negli Stati Uniti, dove svolse un'intensa attività didattica. Conosciuto attraverso varie esposizioni personali in Germania e negli Stati Uniti (celebre quella presso la Società Anonima di New York, nel 1921), pubblicò una riflessione sulla sua opera artistica nel volume Cinquant’anni creativi, 1908-1958 (1960).
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