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    nebulosa. Nube di gas e polvere interstellare che può essere oscura, se assorbe la luce di una stella impedendone la visuale, o luminosa, se riflette (nebulosa a riflessione) o viene ...

  • Nebulose

    Nebulosa Orione: M42-NGC1701 Spada Orione: M 42-NGC1976 Nebulosa Orione: M 42-NGC1976 Nebulosa Orione: M 42-NGC1976 Trapezio: M 42-NGC1976 Nebulosa Orione: M 42-NGC1976

  • Nebulosa di Orione - Wikipedia

    La Nebulosa di Orione (nota anche come Messier 42 o M42, NGC 1976) è una delle nebulose diffuse più brillanti del cielo notturno. Chiaramente riconoscibile ad occhio nudo come un ...

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Nebulosa

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Nebulosa dell’AquilaNebulosa dell’Aquila
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Introduzione

Nebulosa Massa di gas e polveri situata nello spazio interstellare. Prima dell’invenzione del telescopio, il termine nebula (in latino “nube”) era utilizzato per tutti gli oggetti celesti di aspetto diffuso e fumoso e includeva quindi ammassi stellari e galassie. In molti casi le nebulose sono sede di genesi stellare.

Esistono nebulose in tutte le galassie, compresa la Via Lattea; se ne distinguono diversi tipi: nebulose planetarie, resti di supernova e nebulose diffuse; entro ciascuna di queste tre classi si può fare poi un’ulteriore distinzione tra nebulose a riflessione, nebulose a emissione e nebulose oscure. All’interno di alcune dense nubi interstellari si trovano, inoltre, nebulose molto brillanti, note come oggetti di Herbig-Haro, che sono probabilmente il prodotto di getti di gas emessi da stelle giovani durante il processo di formazione.

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Nebulose planetarie

Le nebulose planetarie sono così denominate perché, se osservate al telescopio, ricordano vagamente l’aspetto di un pianeta. In realtà sono “gusci” di materia avvolti intorno a una stella; sono infatti costituite dal materiale rilasciato da una stella di medie dimensioni in una fase tardiva della sua evoluzione, e in particolare nella fase di gigante rossa. L’oggetto ad anello nella costellazione della Lira è un tipico esempio di nebulosa planetaria; ha periodo di rotazione di 132.900 anni e massa pari a circa 14 volte quella della Terra. Nella Via Lattea sono state scoperte alcune migliaia di nebulose planetarie.

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Resti di supernova

Ancora più spettacolari, ma meno frequenti, sono le nebulose che si producono in occasione di un’esplosione di supernova; la più famosa di queste è forse quella del Granchio, nella costellazione del Toro, resto dell’esplosione del 1054 registrata dagli astronomi cinesi del tempo. Le nebulose di questo tipo sono intense sorgenti di onde radio, come residuo dell’esplosione che le ha generate.

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Nebulose diffuse

Le nebulose diffuse sono molto grandi, con dimensioni di vari anni luce, senza confini definiti e con una forma che ricorda quella di una nuvola. Possono essere luminose o oscure; tra le prime vi è uno degli oggetti più famosi del cielo, la grande nebulosa di Orione. Sono note migliaia di nebulose brillanti, attentamente studiate per mezzo di tecniche di analisi spettrale. Le ricerche mostrano che esse possono brillare secondo due meccanismi: o perché riflettono la luce delle stelle in esse contenute (nelle nebulose cosiddette a riflessione), oppure, nelle nebulose a emissione, perché emettono radiazione proveniente dalle polveri e dai gas ionizzati in esse contenuti.

Le nebulose oscure sono completamente nere o poco luminose e nascondono del tutto le regioni di cielo retrostanti; sono troppo distanti da qualunque stella per riflettere o emettere luce in grande quantità. Una delle più famose nebulose oscure è la Testa di Cavallo, nella costellazione di Orione, così chiamata perché la sagoma della materia oscura ricorda la testa di un cavallo, stagliata davanti a una nube luminosa. La lunga striscia scura che si osserva sulle lastre fotografiche della Via Lattea è una successione di nebulose oscure. Si pensa che sia le nebulose brillanti sia quelle oscure siano le sedi in cui, per condensazione del gas, si formano nuove stelle.

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