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Curdi

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Donne curde, Turchia orientaleDonne curde, Turchia orientale
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Introduzione

Curdi o Kurdi Popolazione iranica insediata nella regione montuosa dell’Asia occidentale chiamata Kurdistan, che si estende tra la Turchia, l’Iraq, l’Iran, la Siria e l’Armenia. Le origini etniche dei curdi sono incerte; secondo alcuni studiosi discendono da genti autoctone che abitavano la regione già nel 1000 a.C., sottoposte a lungo al dominio assiro e fusesi in seguito con i medi. Di religione islamica sunnita, i curdi parlano la lingua curda, una lingua indoeuropea della famiglia iranica suddivisa in diversi dialetti, di cui i principali sono il kurmangi e il sorani.

Sulla consistenza della popolazione curda, difficile da stabilire con precisione a causa della sua dispersione in più stati ma anche delle guerre e delle repressioni che subisce da decenni (vedi Questione curda), vi sono stime elaborate da istituti indipendenti utilizzando i dati ufficiali dei diversi stati interessati dalla sua presenza; secondo queste stime i curdi sarebbero circa 32 milioni, così suddivisi: 13 milioni in Turchia, 9 in Iran, 6 in Iraq, 1,5 in Siria, 1,2 in Armenia e in altre repubbliche ex sovietiche, 150.000 in Libano, 1 milione nella diaspora (di cui 600.000 in Germania).

I curdi abitano principalmente in piccoli villaggi e sono dediti all’allevamento e all’artigianato, in particolare alla produzione di tappeti. Tuttavia, dagli anni Ottanta del Novecento, a causa della ripresa della lotta autonomista e dei violenti conflitti che ne sono scaturiti, centinaia di migliaia di curdi sono stati costretti ad abbandonare i villaggi e a rifugiarsi nelle grandi città, dove vivono in condizioni di estrema precarietà, oppure ad alimentare la diaspora utilizzando le rotte del traffico dei clandestini (anche l’Italia è stata lambita, soprattutto dalla metà degli anni Novanta, da un forte flusso di curdi, prevalentemente diretti in Germania, nei paesi scandinavi e nel Nord America).

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Storia

Sulle antiche vicende storiche dei curdi si hanno poche notizie. La tradizione curda fa risalire l’inizio della storia nazionale al 612 a.C., anno della conquista di Ninive da parte dei medi e del crollo dell’impero assiro. Quest’evento storico ha una corrispondenza nella mitologia curda, secondo la quale in quell’anno, il 21 marzo (il giorno dell’equinozio di primavera, celebrato diffusamente nel mondo agricolo e pastorale indoeuropeo), il fabbro Kawa guidò la rivolta del popolo curdo contro il mostruoso tiranno Dahok, abbattendolo: il 21 marzo diventa così il Capodanno curdo, il Nawroz.

Più certe sono invece le notizie a partire dalla conquista islamica, avvenuta nel VII secolo. Iniziata nel 651 dal terzo califfo Othman, la conquista si completò nei successivi tre secoli e impose l’Islam sulla popolazione curda, sino ad allora seguace dello zoroastrismo; in questo periodo si diffuse e si consolidò l’uso della denominazione Kurdistan, cioè “terra dei curdi”, per la regione montuosa tra l’Alta Mesopotamia e la Media. A causa dell’asperità della regione, gli arabi non riuscirono mai a stabilire un completo controllo sui curdi, che crearono, a partire dal X secolo, diversi principati indipendenti.

Dopo il Mille l’impero islamico subì una serie di domini e invasioni: dei Selgiuchidi verso la metà dell’XI secolo, dei mongoli di Hulagu nel XIII secolo e di Tamerlano agli inizi del XV secolo. Nel XII secolo fu tuttavia un curdo della dinastia degli Ayyubiti, Saladino, a riunificare l’impero e a governare su un vasto territorio che si estendeva dall’Egitto alla Mesopotamia.

Nel XVI secolo lo scontro tra gli Ottomani e i Safavidi determinò la divisione del Kurdistan tra l’impero ottomano e l’Iran, che tentarono a più riprese di stabilire un più diretto controllo sui principati curdi. A partire dagli inizi del XIX secolo nel Kurdistan ottomano si ebbero molte sollevazioni contro le autorità centrali e si formò una nuova classe di intellettuali e politici che favorì la diffusione di un forte sentimento nazionale.

Al termine della prima guerra mondiale, con il crollo dell’impero ottomano, le aspirazioni curde parvero sul punto di realizzarsi, ma la creazione di un Kurdistan indipendente prevista dal trattato di Sèvres (1920) fu rigettata dal successivo trattato di Losanna (1923): tra i 26 stati indipendenti nati dall’impero ottomano, non figurarono infatti né l’Armenia né il Kurdistan. Da allora, l’irrisolta questione nazionale ha alimentato un lungo conflitto, che ha raggiunto più volte punte drammatiche in Iran, in Iraq e in Turchia.

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