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Risultati di Windows Live® Search Hamilton, Alexander (Nevis, Antille 1757 - New York 1804), uomo politico statunitense, riorganizzò il sistema fiscale e risanò l'economia nazionale dopo la guerra d'indipendenza. Fervente sostenitore della causa separatista, nel 1774 entrò nel movimento rivoluzionario e si mise in luce con due pamphlet che pubblicò anonimi in risposta a libelli lealisti. Durante la guerra d'indipendenza, mostrò un coraggio e un'abilità non comuni, e nel 1777 lo stesso George Washington lo volle come aiutante di campo e segretario personale. Al termine dei combattimenti, Hamilton, divenuto avvocato, fu membro del Congresso continentale, e negli anni successivi si occupò dei problemi commerciali e delle altre questioni non affrontate negli Articoli della Confederazione; contemporaneamente, si adoperò per la convocazione della Convenzione di Philadelphia del 1787, dove vennero delineate la forma di governo del nuovo paese e la sua Costituzione. Subito dopo l'insediamento del nuovo governo (1789), il neoeletto presidente Washington nominò Hamilton primo segretario al Tesoro. Le sue convinzioni federaliste si rispecchiarono nel programma di riforme economiche: i debiti di guerra dei singoli stati furono incamerati dal governo centrale, venne istituita una banca nazionale e furono stanziate sovvenzioni alle industrie, tramite l'imposizione di tariffe doganali protettive. Hamilton ebbe un ruolo quasi altrettanto influente in politica estera: allo scoppio della guerra in Europa tra Francia rivoluzionaria, Austria e Prussia (1792) persuase Washington a mantenere una posizione di neutralità e, nel 1794, scrisse le istruzioni per la missione diplomatica a Londra, che si concluse nell'accordo angloamericano noto come trattato Jay.
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