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Dissenteria Termine usato per indicare condizioni infiammatorie dell'intestino, caratterizzate da crampi addominali e feci diarroiche contenenti sangue e muco. In certi casi la dissenteria può causare ulcerazione delle pareti intestinali.
La dissenteria amebica, o amebiasi intestinale, è causata dal parassita Entamoeba histolytica ed è una forma endemica di molti paesi tropicali. Generalmente è attribuibile a condizioni di scarsa igiene, nonché alle temperature elevate. Il contagio avviene soprattutto per ingestione di acqua infetta o di cibo crudo e contaminato dalle mosche domestiche che vi trasportano le cisti amebine dalle feci di persone infette. Vari farmaci, fra cui metronidazolo, emetina e preparazioni a base di iodio, si sono dimostrati efficaci nella terapia dei casi anche gravi.
La dissenteria batterica o bacillare è causata da microrganismi del genere Shigella ed è diffusa soprattutto nelle aree dei tropici in cui l'igiene è scarsa; tuttavia, a causa della facilità con cui si trasmette, è spesso presente anche in altre parti del mondo. La dissenteria batterica in certi casi è anch'essa letale, sebbene in genere sia meno grave della dissenteria amebica, rispetto alla quale comporta una compromissione molto minore degli organi. La dissenteria batterica si diffonde attraverso acqua, latte e cibo contaminati. Le feci delle persone in cui l'infezione è conclamata, nonché quelle dei portatori sani, contengono un numero altissimo di batteri patogeni, che possono essere trasportati dalle mosche sugli alimenti. Si ritiene che anche le formiche possano essere responsabili della diffusione della malattia. Il trattamento della dissenteria batterica prevede una corretta reintegrazione dei liquidi e una terapia a base di sulfamidici o di antibiotici. Talvolta l'efficacia dei trattamenti farmacologici risente della presenza di ceppi batterici divenuti resistenti agli antibiotici.
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