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Risultati di Windows Live® Search De Chirico, Giorgio (Vólos, Grecia 1888 - Roma 1978), pittore italiano, fondatore della scuola metafisica. Studiò arte ad Atene e a Monaco, dove conobbe la pittura romantica e decadente di Arnold Böcklin e di Max Klinger. Dal 1911 fu a Parigi: nella capitale francese frequentò Paul Valéry e Guillaume Apollinaire, ma non si associò alle avanguardie artistiche che a loro facevano riferimento. Fra le sue prime opere sono Enigma di una notte di autunno (1910) e Mistero e malinconia di una strada (1914), vedute di città vuote e desolate, senza alcuna presenza umana. Mentre era ricoverato all'ospedale militare di Ferrara nel 1915, De Chirico conobbe il pittore futurista Carlo Carrà, con cui iniziò il percorso che lo portò a definire i canoni della pittura metafisica: a partire dal 1920 tali teorizzazioni furono divulgate dalle pagine della rivista 'Pittura metafisica'. Le opere realizzate dal 1915 al 1925 sono caratterizzate dalla ricorrenza di architetture essenziali, proposte in prospettive non realistiche, immerse in un clima magico e misterioso, e dall'assenza di figure umane. Nei vari Interni metafisici dipinti in quegli anni oggetti totalmente incongrui rispetto al contesto (ad esempio una barca a remi in un salotto) vengono rappresentati con una minuzia ossessiva, una definizione tanto precisa da sortire un effetto contrario a quello del realismo. Compare in questo periodo anche il tema archeologico, un omaggio alla classicità reinventata però in modo inquietante: ne sono noti esempi Ettore e Andromaca (1917) e Ville romane. La figura del manichino, simbolo dell'uomo-automa contemporaneo (Il grande metafisico, 1917), gli fu invece ispirata dall''uomo senza volto', personaggio di un dramma del fratello Alberto Savinio, pittore e scrittore. De Chirico fu vicino al gruppo di artisti favorevoli alla rivalutazione della pittura italiana tradizionale, che si ritrovava attorno alla rivista 'Valori Plastici', e partecipò alla loro esposizione a Berlino nel 1921. Espose inoltre alla prima mostra surrealista che si tenne a Parigi nel 1925, anche se non si riconobbe mai pienamente nei motivi ispiratori e nelle tecniche del movimento surrealista. Le opere successive si segnalano per il virtuosismo tecnico e l'omaggio alla tradizione archeologica e barocca. De Chirico fu anche incisore e scenografo. La datazione e l'attribuzione di alcuni suoi dipinti è assai ardua, perché l'artista stesso produsse nel secondo dopoguerra repliche dei suoi capolavori del periodo metafisico.
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