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Tintura

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Tintura di piante selvatiche, SwazilandTintura di piante selvatiche, Swaziland
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4.1

Stampa a cilindri

Una macchina da stampa per tessuti è costituita essenzialmente da un grande tamburo rotante centrale, sul quale viene avvolto il tessuto, e da una serie di cilindri più piccoli; mentre il cilindro ruota, il tessuto passa fra questo e i cilindri più piccoli, ciascuno dei quali imprime il disegno corrispondente a un colore: per ottenere un disegno a quattro colori, ad esempio, occorrono quattro cilindri piccoli. A ogni cilindro stampante è accoppiato un rullo di alimentazione, che pesca in una vaschetta contenente il colorante – in forma di pasta semiliquida – prelevandone continuativamente la quantità necessaria al cilindro stampante.

4.2

Serigrafia

Questo procedimento di stampa usa matrici (una per ogni colore) costituite da tessuto di seta o di nylon a trama molto fine, teso in un telaio di legno. Per trasferire le immagini sulla matrice, o setaccio, si usano in genere tecniche fotografiche. In sostanza, si otturano le maglie corrispondenti alle parti del tessuto che non devono essere stampate, lasciando le altre libere di far passare il colorante pastoso. Nella serigrafia manuale il tessuto è disteso su un lungo tavolo e i setacci vengono spostati di volta in volta in avanti. Quando un setaccio è in posizione, il colorante viene spinto, con una spatola di gomma, detta racla, attraverso le maglie aperte. Nella serigrafia industriale i setacci sono cilindrici, fissati uno di fianco all’altro su un lungo tavolo. Il tessuto è teso su un nastro mobile ed è stampato quando viene a contatto con i cilindri rotanti, il cui movimento è sincronizzato con quello del tessuto.

4.3

Stampa per corrosione

Il procedimento consiste nella rimozione del colore, secondo un disegno prestabilito, da tessuti tinti in precedenza in un bagno colorante. Mediante una macchina da stampa a cilindri viene applicata al tessuto colorato uniformemente una pasta che contiene una sostanza chimica sbiancante; il tessuto è poi esposto a una corrente di vapore per il tempo necessario a rimuovere il colore, lasciando nella zona stampata solo una leggera impronta. Per ottenere un disegno multicolore si può aggiungere, nel processo di stampa, un colorante non corrodibile.

5

Le sostanze coloranti

I coloranti e la tintura sono antichi quanto i tessuti e precedono la storia scritta. Fino alla metà del XIX secolo tutti i coloranti erano ricavati da sostanze naturali, soprattutto di origine vegetale e animale. Fra i coloranti più antichi ci sono la robbia, un colorante rosso ricavato dalle radici di Rubia tinctorum (vedi Alizarina), il blu indaco ottenuto dalle foglie di Indigofera tinctoria, il giallo tratto dagli stimmi di Crocus sativa, o zafferano, e la sanguinella (vedi Cornus) estratta dall’albero omonimo. Con questi coloranti si ottenevano colori opachi molto belli, mentre un rosso brillante chiamato cocciniglia era ricavato da un insetto originario del Messico, e un rosso molto apprezzato, noto come porpora di Tiro, da un mollusco che si pescava nei pressi dell’isola di Tiro.

I coloranti hanno anche applicazioni più pratiche, e sono dunque usati per colorare un’ampia gamma di prodotti di uso comune, quali materie plastiche, carta, cosmetici e farmaci.

5.1

Classificazione dei coloranti

La classificazione dei coloranti si basa essenzialmente sulla loro composizione chimica, da cui dipendono le particolari affinità verso le varie fibre tessili. Le classi principali sono: coloranti basici (comprendenti i coloranti a mordente per cotone e rayon), coloranti acidi (comprendenti i coloranti fenolici a mordente per lana), coloranti diretti per cotone, coloranti allo zolfo, coloranti al tino, coloranti a dispersione, coloranti reattivi.

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