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Risultati di Windows Live® Search Maori Popolazione indigena della Nuova Zelanda di origine polinesiana. I reperti archeologici hanno consentito di datare attorno all’800 d.C. l’arrivo dei maori in Nuova Zelanda dalle isole Cook. Molte sono le caratteristiche dei maori comuni a quelle di altre popolazioni polinesiane: una gerarchia sociale composta da tre gruppi (tribù, sottotribù e famiglia) e tre classi (capi, popolo comune e schiavi), oltre a concetti quali tapu (termine da cui ha origine la parola “tabù” e che designa qualcosa connotato da caratteristiche straordinarie, e quindi sacre), mana (prestigio/onore del gruppo o dell’individuo), mauri (forza vitale), utu (vendetta) e makutu (stregoneria). Le attività della comunità comprendevano l’agricoltura e la guerra. L’esito dei conflitti tra i gruppi sociali determinava l’accrescimento o la diminuzione del mana. Alcuni individui del gruppo si dedicavano alle arti: poesia, oratoria, tatuaggi e intaglio del legno, delle ossa e della pietra. Di grande pregio sono sia le sculture in legno, che decorano tuttora gli edifici pubblici, sia i numerosi ornamenti personali. Il primo contatto dei maori con gli europei risale al 1642, quando l’esploratore olandese Abel Tasman cercò di sbarcare sull’isola. Nel 1769 James Cook stabilì relazioni amichevoli con gli indigeni, e nell’Ottocento gli scambi marittimi erano ormai relativamente frequenti, tanto che i maori appresero a leggere e scrivere e a utilizzare i moschetti nelle guerre tribali. Nel febbraio del 1840 fu firmato, tra la Corona britannica e una quarantina di capi maori, il trattato di Waitangi, i cui accordi, molto controversi, divennero legge dello stato neozelandese nel 1975. I conflitti più aspri insorsero attorno alla sovranità sul territorio, aggravati dal fatto che alcuni gruppi di maori non avevano firmato il trattato. Nel 1860 la ribellione contro i coloni esplose a Taranaki, e in dodici anni i combattimenti (le cosiddette New Zealand Wars) si diffusero ampiamente nell’Isola del Nord. Le confische territoriali che seguirono diedero adito a contenziosi destinati a durare decenni ed ebbero pesantissime ripercussioni sulla struttura sociale dei maori. Dal 1840 all’ultimo decennio dell’Ottocento la popolazione indigena declinò rapidamente, in parte a causa dei conflitti armati, in parte per via delle malattie introdotte dagli europei: da 120.000 persone nel 1769 scesero a 42.000 nel 1896. Tuttavia, nel corso del Novecento, la popolazione è tornata ad aumentare, raggiungendo i 300.000 individui; l’incremento demografico è stato accompagnato da una rinascita culturale e politica.
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