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Struttura articolo
Introduzione; Mistica indù; Mistica buddhista; Mistica cinese; La mistica nella Grecia antica; Mistica cristiana; Mistica islamica; Mistica contemporanea
La filosofia greca, pur perseguendo l’obiettivo di una lettura razionale della realtà, manifestò comunque un forte radicamento nella tradizione religiosa e mistica dalla quale ebbe origine, come è riscontrabile nell’orfismo che sembra essere sotteso ad alcune dottrine di Eraclito, Parmenide e Platone. Soprattutto la celebrazione dei misteri eleusini, con il loro complesso apparato di riti e simboli orientati all’immortalità e alla salvezza, appannaggio dei soli iniziati, incarna in Grecia l’esigenza di un’esistenza che superi le contraddizioni e la morte attraverso un’esperienza di unione con il divino anticipata nel rito.
Tra le figure maggiori del cristianesimo delle origini nelle quali è possibile riconoscere i tratti di un’esperienza mistica spicca san Paolo, nel ritratto che ne danno gli Atti degli Apostoli, oltre che per i cenni autobiografici contenuti nelle sue lettere. Anche il Vangelo di Giovanni insiste fortemente sui temi della vita spirituale e dell’interiorità del credere. In epoche posteriori la mistica cristiana ricevette una connotazione neoplatonica dagli scritti dello Pseudo-Dionigi, tradotti dal greco in latino nel IX secolo da Giovanni Scoto Eriugena. Nel Medioevo la mistica trovò espressione nel vasto e multiforme mondo rappresentato dal monachesimo. Alcuni dei mistici più celebri furono monaci o frati come Bernardo di Chiaravalle e Francesco d’Assisi. San Bonaventura, mistico e filosofo scolastico, fu discepolo dei canonici del monastero francese di San Vittore, culla del pensiero mistico medievale. Tra i mistici olandesi vi furono Jan van Ruysbroeck (1293-1381) e Geert Groote (1340-1384), che fu riformatore religioso e fondatore dell’ordine monastico detto dei Fratelli della vita comune. Johannes Eckhart, conosciuto come Meister Eckhart, è considerato il mistico principale della tradizione tedesca. Altri importanti mistici tedeschi furono Giovanni Taulero (1300-1361), che influenzò il grande mistico spagnolo Giovanni della Croce, e Heinrich Suso (1295-1366). Entrambi furono seguaci di Eckhart e aderirono al movimento degli “Amici di Dio”, all’interno del quale venne redatta la Teologia tedesca, opera, questa, che influenzò profondamente Martin Lutero. Tra le figure rilevanti del misticismo cristiano vi è Tommaso da Kempis, generalmente considerato l’autore dell’Imitazione di Cristo. Tra i grandi mistici cristiani sono numerose le donne, in particolare sant’Ildegarda, santa Caterina da Siena e santa Teresa d’Avila. Jeanne-Marie Bouvier de la Motte Guyon, mistica francese del XVII secolo, introdusse in Francia la dottrina del quietismo. Con la sua ricerca di libertà spirituale, a volte in contrasto con le formule teologiche e la disciplina ecclesiastica, la mistica contribuì alla nascita della Riforma protestante. I più importanti mistici protestanti di questo periodo furono Jakob Böhme, autore del Mysterium Magnum, e Kaspar Schwenkfeld von Ossig (1489-1561). La mistica trova espressione nella teologia di molte confessioni protestanti ed è caratteristica saliente di anabattisti e quaccheri. Dal canto suo, la Riforma cattolica produsse gli Esercizi Spirituali di sant’Ignazio di Loyola.
Nel mondo islamico, il sufismo mira a un’unione personale con Allah. I mistici sufi, attraverso discipline ascetiche e contemplative, cercano un’unione diretta con Dio raggiunta grazie al favore divino. Il linguaggio estatico dell’unità con Dio, con il quale i sufi descrivono le loro esperienze, e le dottrine tendenzialmente panteiste da loro sviluppate li hanno condotti all’accusa di eterodossia. Nel 922 fu giustiziato a Baghdad il sufi al-Hallaj, accusato di avere proclamato la propria identità con Dio. Toccò ad Al-Ghazali, filosofo dell’XI secolo, riconciliare sufismo e Islam ortodosso. Le dottrine sufiche trovarono la loro espressione più significativa nelle opere dei poeti persiani Hafiz e Jalal ad-Din Rumi, oltre che negli scritti dello stesso Al-Ghazali.
Nel XX secolo si è rinnovato l’interesse per la mistica cristiana testimoniato nell’opera di William James, autore di Varietà dell’esperienza religiosa (1902). La seconda metà del XX secolo ha visto accrescersi l’interesse per la mistica orientale. La corrente mistica dell’ebraismo, che condensa dottrine della cabala medievale e del chassidismo del XVIII secolo, ha trovato nuovo vigore nell’opera del filosofo Martin Buber. Tra i mistici moderni, impegnati nell’ardua impresa di coniugare esperienza del divino e realtà storica, spiccano le figure di Simone Weil e di Pierre Teilhard de Chardin.
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