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Oman

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Oman: bandiera e innoOman: bandiera e inno
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6.1

Il sultanato di Mascate e Oman

Abili navigatori, gli omaniti stabilirono una solida egemonia sulle rotte commerciali con l’Asia e con l’India e nel XII secolo fondarono un sultanato a Zanzibar, avviando i commerci con l’Africa orientale. A partire dal XVI secolo subirono la forte concorrenza dei portoghesi, che si impadronirono dei possedimenti omaniti e nel 1507 occuparono i porti principali, tra i quali Mascate, restandovi fino al 1650.

Invaso dai persiani nel 1737, l’Oman fu liberato nel 1749 da Ahmed ibn Said, che fondò la dinastia degli Abu Said (tuttora al potere) diventando il sultano di Mascate e Oman. Nel 1798, il sultanato inaugurò una collaborazione con la Gran Bretagna, che nel tempo si sarebbe trasformata in protettorato. Nella prima metà dell’Ottocento Said ibn Sultan riconquistò i possedimenti africani e stabilì la capitale a Zanzibar, prosperando sul commercio delle spezie e degli schiavi. Nel 1856 il sultanato fu diviso in due regni distinti e Zanzibar tornò autonoma, passando nel 1890 sotto la protezione britannica.

Nel 1913 la rivalità tra l’imam ibadita e il sultano sfociò in un tentativo secessionista delle regioni interne, che grazie alla mediazione britannica nel 1920 ottennero un’ampia autonomia. Il conflitto si riaccese nel 1954, quando una rivolta sostenuta da Egitto e Arabia Saudita fu sedata solo nel 1959 con l’aiuto degli inglesi.

6.2

L’indipendenza

Negli anni Sessanta iniziò lo sfruttamento del petrolio. Nel 1967 ebbe termine il protettorato britannico. Nel 1970 il sultano Said ibn Taymur fu destituito dal figlio Qabus ibn Said, il quale avviò la liberalizzazione del regime e la modernizzazione del paese, accolto nel 1971 nelle Nazioni Unite. Nel 1975 Qabus ibn Said sedò, con l’aiuto iraniano e giordano, una ribellione scoppiata anni prima nel Dhofar.

Nel 1980, in seguito alla rivoluzione islamica in Iran e all’invasione sovietica dell’Afghanistan, il paese firmò un accordo di cooperazione militare con gli Stati Uniti e l’anno seguente fu tra i fondatori del Consiglio di cooperazione del Golfo. L’Oman siglò in seguito patti difensivi con gli stati arabi confinanti e nel 1991 sostenne l’offensiva contro l’Iraq, partecipando con proprie truppe alla guerra del Golfo. Nel 1994 vennero avviate le relazioni diplomatiche con Israele, che furono tuttavia sospese nel 1997 in seguito al rallentamento del processo di pace israelo-palestinese. La firma di un accordo di collaborazione militare segnò nel 1998 un netto miglioramento delle relazioni con l’Iran. Nel giugno 2002 un accordo con gli Emirati Arabi Uniti pose fine a una lunga controversia di confine.

Sul fronte interno il sultano intensificò il processo di liberalizzazione economica e politica. Una Costituzione approvata nel 1996 definì i poteri del sovrano e le regole per la successione al trono, aprendo la strada alla trasformazione della monarchia. Venne esteso il voto a tutti i cittadini al di sopra dei 21 anni di età e nel 2003 venne eletta a suffragio universale la prima Assemblea consultiva. Nel 2004 una donna assunse per la prima volta la guida di un ministero.

6.3

Sviluppi recenti

Nel 2006 il paese sottoscrive un accordo di libero scambio con gli Stati Uniti.

Nel 2007 la Riserva dell’orice d’Arabia, ridotta dalle autorità omanesi a un decimo della sua originaria estensione, è rimossa dal Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.

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