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Intaglio del legno

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Lavorazione artigianale del legnoLavorazione artigianale del legno
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Introduzione

Intaglio del legno Tecnica artistica mediante la quale vengono realizzati ornamenti in incavo o in rilievo su superfici di legno; si distingue dalla scultura per il fine eminentemente decorativo (che l’ha collocata per secoli tra le arti considerate “minori”), e per la funzione spesso secondaria che assume nei confronti del manufatto o dell’opera cui si applica.

Il legno costituisce un supporto leggero, spesso morbido e facile da lavorare; ha inoltre una notevole resistenza alla trazione e può essere incollato e unito a incastro. Esistono molti legni diversi, ciascuno contraddistinto da colorazioni e venature naturali proprie, spesso molto apprezzabili dal punto di vista estetico. La superficie di legno viene solitamente intagliata con l’ausilio di vari tipi di scalpelli e trapani; la fase della rifinitura prevede poi l'utilizzo di raspe, lime e carta vetrata. Gli oggetti intagliati possono essere dipinti o dorati, direttamente oppure dopo essere stati ricoperti con uno strato di stoffa o gesso. È anche possibile lasciare al legno il suo aspetto naturale limitandosi a lucidarlo.

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L'arte dell'intaglio nel mondo

L'intaglio rappresenta da tempo immemorabile una forma d'espressione artistica molto diffusa, con caratteristiche peculiari a seconda degli utensili impiegati e delle caratteristiche del legno disponibile. In passato riscosse particolare successo presso i popoli marinari, che decoravano con bassorilievi in legno le proprie imbarcazioni, spesso con immagini che terrorizzassero i nemici: ne sono un esempio le prue delle navi vichinghe e le polene dei vascelli europei ottocenteschi.

Quasi del tutto sconosciuta a babilonesi, assiri e persiani, l'arte dell'intaglio conobbe invece grande fortuna nell'antico Egitto, come dimostrano gli arredi della tomba del faraone Tutankhamon. Oggetti di legno intagliato si ritrovano anche tra i reperti archeologici dell'antica Grecia, dove tuttavia si lavorava prevalentemente il bronzo e la pietra, materiali che offrivano una maggiore resistenza all'usura del tempo.

Nell'Europa settentrionale e soprattutto in Germania, Paesi Bassi e Scandinavia, nella decorazione plastica si fece sempre ampio ricorso al legno; analogamente, anche in Inghilterra, Francia e Spagna vennero realizzati rilievi e intagli in stile romanico (circa 900-1200) e poi barocco (circa 1600-1750).

Come dimostrano gli ornamenti raffiguranti il Buddha, intagliati da artisti indiani, cinesi e giapponesi, quest'arte svolse un ruolo fondamentale anche in Estremo Oriente. L'intaglio a motivi astratti si diffuse poi in Indonesia, dove per la religione la rappresentazione di esseri viventi è considerata sacrilega. Splendidi oggetti intagliati sono pure tipici delle popolazioni del Pacifico, soprattutto maori e melanesiani, e indiani d'America, famosi per maschere e totem di notevole significato religioso e sociale. Ha una lunga e ricchissima tradizione anche l'arte africana dell'intaglio del legno, alla quale si devono idoli e maschere di elaborata fattura.

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L'intaglio del legno in Europa

Alla fine dell'epoca romana, durante la quale l'arte ufficiale non si servì del legno se non in misura molto limitata, le porte in cipresso scolpito della chiesa romana di Santa Sabina (V secolo d.C.) segnano l'inizio di una nuova tradizione scultorea e decorativa, di intento narrativo e didattico. Questa tendenza fu assimilata perfino dai vichinghi dell'Europa settentrionale, che abbellirono case e imbarcazioni con elaborati motivi astratti o zoomorfi. L’arte popolare che si sviluppò in Europa attorno all'anno Mille coniugò spesso scultura lignea e intaglio, producendo gruppi sacri da destinarsi alla comune devozione.

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Gli intagli gotici

In epoca gotica fu frequente il ricorso all’intaglio per la decorazione dei mobili e degli arredi destinati alle chiese: stalli, baldacchini, balaustre, pulpiti, leggii. Opere di raffinata fattura erano ad esempio le misericordie, ovvero le minuscole panchette (o appoggi) collocate negli stalli dei cori soprattutto nelle cattedrali inglesi, che recavano intagliati simboli e allegorie sacre e profane. Il Quattrocento vide affermarsi in Spagna, nelle Fiandre e in Germania l'uso dei retablos, pannelli lignei intagliati o dipinti con immagini ispirate alla vita di Cristo o dei santi, arricchiti da preziose cornici e posti entro le pale d'altare. I centri europei più attivi nella produzione di simili opere furono Anversa, Bruxelles e Malines, che commerciavano con l'intero continente. Risalgono a quest'epoca anche molti piedistalli di legno intagliato destinati a sorreggere busti-reliquiari, ricoperti di lamine di metallo prezioso, sovente con gemme incastonate. Nel Cinquecento la lavorazione a intaglio fu adottata anche per i grandi organi delle chiese, mentre re e nobili si rivolgevano ai maestri intagliatori per commissionare carrozze riccamente decorate.

L'arte dell'intaglio del legno, come altre forme espressive, cessò di essere anonima solo nel XV secolo, quando emersero le figure di singoli artisti. Tra gli altri, meritano di essere ricordati i tedeschi Bernt Notke, Veit Stoss e Tilman Riemenschneider; a quest'ultimo si deve la tipologia dei volti femminili ovoidali, diffusa nella Germania meridionale nel Cinquecento. In Renania e in Svevia le caratteristiche proprie del legno di tiglio, molto diffuso, favorirono l'innovazione tecnica e stilistica, consentendo di realizzare figure con drappeggi elaborati e molto leggeri, e riducendo il rischio delle crepe prodotte nel manufatto dall'umidità.

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