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Struttura articolo
Introduzione; Cenni storici; I principi dell’omeopatia; Alcune caratteristiche dei rimedi omeopatici
Secondo il principio della diluizione infinitesimale, il rimedio omeopatico risulta tanto più efficace, quanto più è diluito. Se esso fosse impiegato ad alto dosaggio, per la legge della similitudine determinerebbe un aggravamento e non una cura dei sintomi del paziente. Le dosi utilizzate in omeopatia vengono chiamate “non ponderali”: esse, cioè, non possono essere pesate, al contrario di quanto avviene con i principi attivi dei farmaci tradizionali e con le essenze vegetali usate in fitoterapia. La prima diluizione, ottenuta con una goccia della sostanza di base addizionata a 99 gocce di acqua o alcol, viene indicata come 1 CH. Un rimedio omeopatico che porti sulla confezione l’indicazione CH, ad esempio, è stato sottoposto nove volte successivamente a questo tipo di diluizione. Il prodotto, dopo essere stato diluito, viene dinamizzato, ossia sottoposto a un’agitazione meccanica (succussione) che trasferisce energia alle sue molecole e lo rende “attivo”.
Secondo l’omeopatia, si possono riconoscere diverse “tipologie” di individui, ciascuna con proprie caratteristiche strutturali, fisiologiche, caratteriali e in cui si osserva una sorta di predisposizione, o almeno una maggiore tendenza rispetto ad altre tipologie, ad andare soggetta a determinati disturbi. Il medico omeopatico, mediante colloqui, impara a conoscere tutti gli aspetti del paziente, in modo da comprendere se e come possa essere riferito all’una o all’altra tipologia. Diversi rimedi omeopatici, infatti, possono adattarsi al trattamento di uno stesso tipo di disturbo, ma a seconda della tipologia del malato, alcuni possono rivelarsi più efficaci di altri. Secondo la medicina omeopatica, i sintomi sono l’espressione dello sforzo dell’organismo per combattere la malattia; la terapia prescritta dal medico omeopatico è basata sulla convinzione che il corpo possieda un’energia vitale naturale che spinge verso la guarigione.
Oltre ai principi su cui si basa la teoria di Hanemann e la preparazione dei rimedi, vi sono alcune caratteristiche che contraddistinguono una terapia omeopatica. La principale è forse quella per cui, nelle prime fasi del trattamento, i sintomi del paziente possono apparentemente aggravarsi: ciò, secondo l’omeopatia, è indice di una positiva reattività dell’organismo, e quindi il primo passo verso la stimolazione della sua capacità di auto-guarigione. Un’altra caratteristica è quella di un’apparente lentezza con cui avviene la guarigione, almeno nel caso delle malattie croniche; i sostenitori dell’omeopatia affermano che, in tal modo, il processo di cura è definitivo. I rimedi omeopatici solitamente vengono somministrati in globuli dal sapore vagamente zuccherino, che devono essere sciolti sotto la lingua; alcune sostanze possono però agire da antidoti nei loro confronti, cioè contrastarne l’efficacia; tra queste vi sono la camomilla, la menta e la canfora.
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