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Cactacee

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CactaceeCactacee
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Introduzione

Cactacee Famiglia composta da piante succulente e spinose, originarie del continente americano e diffuse ormai anche in altre aree del pianeta, tra cui l'Australia e il bacino del Mediterraneo. La famiglia comprende 1650 specie, in gran parte adattate alla vita in ambienti aridi: la specie più nota è quella dei cactus. Nelle aree di diffusione delle cactacee i frutti prodotti da queste piante costituiscono un'importante fonte di acqua e di sostanze nutritive per l'uomo e gli animali. Alcune caratteristiche delle cactacee, come le loro forme bizzarre e la facilità con cui si riescono a coltivare, rendono queste specie particolarmente comuni tra le piante d'appartamento. La richiesta crescente di queste piante è, tuttavia, la causa del rischio di estinzione che sta attualmente minacciando più di 17 specie. La raccolta indiscriminata da parte di collezionisti e professionisti del commercio illegale di specie protette ha, infatti, ridotto drasticamente il numero degli esemplari di alcune cactacee, diffuse soprattutto nelle regioni sudoccidentali degli Stati Uniti e settentrionali del Messico. Vedi Estinzione.

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Morfologia

Le cactacee sono caratterizzate da fusti e radici spinosi e da foglie modificate in aculei: sono totalmente prive di apparati fogliari solo due specie di esse. Il fusto, in genere rigonfio e carnoso, è caratterizzato dalla capacità di immagazzinare grandi quantità d'acqua; inoltre, nella struttura anatomica esterna sono in genere presenti accorgimenti che consentono alle rare gocce di acqua piovana di defluire rapidamente verso l'apparato radicale. Le radici si sviluppano appena sotto la superficie del suolo, formando un fitto ed esteso reticolo che garantisce alla pianta il massimo assorbimento possibile d'acqua. Per questo motivo, nei deserti le piante crescono a grande distanza le une dalle altre.

Uno dei tratti distintivi delle cactacee è costituito dalle areole: strutture disposte regolarmente lungo il fusto, sulle quali si formano peli, spine, fiori e germogli. I fiori delle cactacee sono perlopiù grandi, appariscenti e inseriti singolarmente sul fusto. In genere non sono formati da sepali e petali nettamente differenziati, ma da una serie di brattee, che gradatamente sfumano in strutture simili dapprima a sepali e quindi a fastosi petali. Possiedono un gran numero di stami e un ovario infero saldato al perianzio. I frutti delle varie specie di cactacee sono spesso carnosi e vivacemente colorati.

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Tipologia

Gran parte delle specie appartenenti ai 130 generi che compongono la famiglia vengono coltivate a scopo ornamentale. Molto popolari sono soprattutto le specie di piccole dimensioni, caratterizzate da una crescita lenta e da una grande varietà di forme e colori. Tra le specie più note si annoverano numerose varietà di Cereus, un cactus gigante, chiamato saguaro, e la Schlumbergera bridgesii. Alcune cactacee sono epifite, cioè crescono su altre piante nelle foreste pluviali delle regioni tropicali. Benché il loro aspetto non ricordi affatto quello delle piante succulente tipiche degli ambienti desertici, la loro appartenenza alla famiglia delle cactacee viene confermata dalla presenza delle caratteristiche areole sul fusto e dalla struttura dei fiori.

Esistono molte altre specie vegetali che si sono adattate a vivere in ambienti aridi o desertici, sviluppando per questo strutture e forme molto simili a quelle delle cactacee, pur non essendo affatto imparentate con esse. È questo un tipico esempio di evoluzione convergente, per cui organismi non affini, ma sottoposti alle stesse sollecitazioni ambientali, rispondono sviluppando tratti strutturali (anatomici e fisiologici) molto simili. Un esempio è costituito dalle numerose specie di euforbie, diffuse nelle regioni aride del continente africano, che presentano fusti carnosi e spinosi, privi di foglie; esse si distinguono, tuttavia, dalle cactacee per l'assenza delle areole.

Classificazione scientifica: La famiglia delle cactacee appartiene all'ordine delle parietali. Tra le cactacee sono comprese specie come il fico d'India (Opuntia ficus-indica), i cui frutti sono commestibili, il saguaro (Carnegiea gigantea), e il peyote o mescal (Lapophora williamsii), cactus di piccole dimensioni le cui infiorescenze contengono vari alcaloidi.

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