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Crociate

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Krak des Chevaliers, SiriaKrak des Chevaliers, Siria
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1

Introduzione

Crociate Spedizioni militari effettuate a partire dal 1095 dai paesi cristiani dell’Europa occidentale, solitamente su sollecitazione del papa, per liberare dal dominio musulmano la Terra Santa (o Luoghi Santi), cioè Gerusalemme e le altre mete di pellegrinaggio in Palestina legate alla vita e alla missione di Gesù.

Il nome “crociata” (dalla croce che ne fu l’emblema) fu usato anche in relazione alle guerre contro il paganesimo e le eresie cristiane (ad esempio la crociata contro gli albigesi).

Per estensione, il termine oggi è passato a indicare guerre di natura ideologica o religiosa, o vaste azioni ispirate a ragioni morali, politiche e sociali.

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Le origini delle crociate

L’origine delle crociate ha radici complesse. Da un lato vi fu infatti la reazione europea all’espansione in Medio Oriente dei turchi selgiuchidi (avviata alla metà dell’XI secolo con la conquista di Siria e Palestina) e alla minaccia alla quale era soggetto l’impero bizantino. Vi fu poi lo slancio della comunità cristiana occidentale contro l’islam, basato sul concetto della “guerra santa” e alimentato dalle vicende della Reconquista spagnola ma anche da attese e paure millenaristiche. Un ruolo importante fu poi rivestito da ragioni politiche, economiche e sociali interne al continente europeo, uscito da un periodo di invasioni straniere e in via di ristrutturazione dopo la dissoluzione dell’organizzazione carolingia. Le crociate contribuirono infatti a favorire il ripristino della stabilità politica sul continente, dando un nuovo ruolo alle aristocrazie militari costituitesi intorno ai poteri signorili locali; fu infatti in Terra Santa che si realizzò la trasformazione di violente milizie private in ordini religiosi-militari. Condotte sotto la guida e l’ispirazione della Chiesa – che ne definì, inizialmente, tanto le finalità religiose quanto l’organizzazione politica – le crociate costituirono infine l’evidente riscontro del prestigio politico e del potere temporale dei papi.

Gli storici hanno messo in relazione le crociate anche con la crescita della popolazione europea determinatasi tra il XII e il XIV secolo e con il parallelo fiorire dell’attività commerciale. Le spedizioni intraprese dai crociati, quindi, si spiegherebbero anche come movimento migratorio motivato dalla necessità di nuove terre di insediamento e come sbocco alle ambizioni di possesso territoriale degli ordini cavallereschi e della nobiltà. Per i mercanti delle fiorenti Repubbliche marinare italiane, le crociate furono l’occasione per una formidabile espansione del commercio.

L’idea che le crociate abbiano rappresentato una fonte di cospicui guadagni per chi vi partecipò è stata in parte smentita; al contrario, si trattò di operazioni molto dispendiose in termini materiali e umani. Peraltro, dopo la vittoriosa impresa costituita dalla prima crociata, le altre spedizioni consistettero prevalentemente in costose quanto inefficaci operazioni a difesa del precario insediamento cristiano in Medio Oriente. Eppure, queste imprese pericolose – per le estenuanti marce, per lo spettro delle malattie o della morte in battaglia – ebbero un forte richiamo sulla società del tempo. Per comprendere questa apparente contraddizione, bisogna innanzitutto ricordare che, in una società di credenti qual era l’Europa medievale, la partecipazione alla guerra contro gli “infedeli” era vista come garanzia di salvezza individuale; si trattava inoltre di una società fortemente militarizzata e dar prova di valore in battaglia era per un nobile una delle principali ambizioni.

Il fenomeno delle crociate nella Terra Santa segnò la storia europea per un lungo arco di tempo, dalla fine dell’XI secolo alla fine del XIII. Esso si caratterizzò per un flusso ininterrotto di spedizioni marine e terrestri più o meno folte e organizzate di militi, religiosi, pellegrini, coloni, commercianti, ma anche poveri o adolescenti (vedi crociata dei fanciulli), che spesso si dispersero molto prima di raggiungere la Terra Santa.

Secondo la tradizione storica più condivisa, le crociate più importanti, che coinvolsero le più alte istituzioni politiche e religiose del tempo e richiesero una forte organizzazione e l’impiego di grossi eserciti, furono otto.

3

La prima crociata (1096-1099)

La prima crociata ebbe ufficialmente inizio il 27 novembre 1095 nella città francese di Clermont-Ferrand, dove papa Urbano II, nel corso di un concilio ecclesiastico, espose il piano di una spedizione volta a liberare i Luoghi Santi esortando i fedeli ad arruolarsi. Secondo la strategia da lui delineata, singoli gruppi di crociati, autofinanziati e guidati ciascuno da un comandante, avrebbero dovuto partire per riunirsi a Costantinopoli, capitale dell’impero bizantino, nel mese di agosto del 1096; di lì avrebbero mosso l’attacco ai selgiuchidi conquistatori dell’Anatolia. Una volta riportata la regione sotto il controllo cristiano, i crociati avrebbero dovuto proseguire nella loro avanzata verso la Siria e la Palestina, per liberare infine Gerusalemme.

3.1

Gli eserciti crociati

La prima crociata si svolse più o meno secondo il piano concepito dal papa. In pochi mesi si procedette alla formazione degli eserciti, costituiti da nobili provenienti soprattutto dalla Francia, dall’Italia meridionale, dalla Lorena, dalla Borgogna e dalle Fiandre, tra cui Raimondo IV di Tolosa, Baldovino di Fiandra, Goffredo di Buglione, Boemondo di Taranto e Tancredi d’Altavilla. La crociata suscitò anche un grande entusiasmo popolare: una massa di contadini e di popolo di varia estrazione, guidata da Pietro l’Eremita, si riversò in Medio Oriente, ma fu annientata dai turchi presso Nicea.

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