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Inondazione Fenomeno idrogeologico che consiste nell’allagamento di una vasta area geografica in seguito al verificarsi di piogge intense e persistenti e allo straripamento di un fiume o di un lago. Il termine si riferisce propriamente alla copertura del territorio da parte delle acque; il fenomeno di fuoriuscita delle acque dal loro alveo viene indicato come “esondazione”. Il termine alluvione è utilizzato per indicare tutti i danni prodotti da un evento di piena di un corso d’acqua, comprendendo sia quelli legati all’inondazione di un territorio sia quelli connessi con l’instabilità delle sue sponde.
L’acqua delle precipitazioni che raggiunge il suolo in parte penetra nel terreno, in parte viene assorbita dalle piante, in parte defluisce, scorrendo in superficie verso i fiumi e i bacini, naturali o artificiali. Le inondazioni avvengono quando le precipitazioni sono talmente intense che il terreno e la vegetazione non sono più in grado di assorbirle; l’acqua in eccesso, quindi, si riversa nei fiumi finché non può più essere contenuta negli alvei. Anche l’abbattimento delle foreste (deforestazione) e il dissodamento dei terreni, favorendo l’erosione del suolo, riducono l’azione naturale di controllo che le piante hanno nell’equilibrio idrico del territorio.
Le inondazioni possono avere carattere periodico oppure episodico; ciò dipende dal particolare regime delle precipitazioni e dalla conformazione idrogeologica della zona. Un tipico esempio di inondazione periodica è quella che interessava il bacino del fiume Nilo ogni anno, prima della realizzazione delle dighe di Assuan. In altri casi accade, invece, che piene eccezionali provochino repentinamente inondazioni violente e disastrose. Anche le regioni costiere possono essere interessate dal fenomeno; in questo caso le inondazioni sono dovute a mareggiate, prodotte da forti venti, o a enormi marosi, originati da scosse sismiche sottomarine (vedi Maremoto).
Le inondazioni producono danni alle abitazioni, alle industrie e ai terreni agricoli, e minacciano la sopravvivenza della flora, della fauna e dell’uomo. La forte corrente dell’acqua in piena trasporta grandi quantità di detriti, che spesso causano danni ancora più ingenti di quelli prodotti dalle acque. La violenza delle acque può avere effetti devastanti. In alcuni casi vengono distrutti interi ecosistemi. Tutte le infrastrutture investite dalla piena (piloni di sostegno dei ponti, argini, bocche di scarico dei depuratori) vengono danneggiate. Le attività di navigazione vengono sospese e le centrali idroelettriche, poste lungo il corso dei fiumi, sono bloccate. Il Nord Europa è area di numerose tempeste: le coste del Mare del Nord e del Mar Baltico sono particolarmente vulnerabili: nel 1953 la rottura delle dighe di protezione ha provocato l’inondazione di gran parte dei Paesi Bassi. Disastrose inondazioni si sono verificate nel Polesine, nel 1951 e a Firenze, nel 1966; nell’inverno 1994-1995, piene eccezionali hanno colpito l’Italia, la Germania, il Belgio, la Francia e i Paesi Bassi. Nell’estate 1997 gli straripamenti del bacino dell’Oder hanno a loro volta danneggiato gravemente l’Europa centrale. Il Gruppo Nazionale per la Difesa dalle Catastrofi Idrogeologiche ha censito su tutto il territorio nazionale le inondazioni e le frane verificatesi nel periodo tra il 1918 e il 2004.
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