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Liuto

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Corte dei GonzagaCorte dei Gonzaga

Liuto Strumento a corde diffuso fra il XIV e il XVIII secolo e oggi ritornato felicemente in auge. Il liuto penetrò in Europa grazie ai contatti culturali con il mondo arabo. Inizialmente lo strumento era pizzicato con un plettro e aveva quattro corde. Si trattava sostanzialmente di una variante dell''ud arabo, attualmente uno strumento con manico, che viene pizzicato con il plettro e può montare da quattro a sette serie di corde. All'ud e al liuto risalgono la cobza rumena, il mandolino e la mandola medievale, che ricordano i liuti con manico corto apparsi in Asia Minore intorno al 700 a.C. In Oriente questi strumenti dettero vita alla pipa cinese e alla biwa giapponese. Liuti con cassa piuttosto schiacciata e con manici lunghi furono conosciuti in Mesopotamia intorno al 2000 a.C. Esempi moderni di liuti possono essere considerati il bouzouki greco e il shamisen giapponese.

Il liuto ha sviluppato la sua forma classica intorno al 1500. La tavola armonica è piatta e di spessore sottilissimo. La cassa, piriforme ed estremamente leggera, è costituita da una serie di doghe incollate fra di loro. Legati intorno al manico e alla tastiera vi sono da sette a dieci tasti di budello. Sei coppie di corde sono collegate a una estremità ai piroli posti nel cavigliere (ripiegato all'indietro quasi ad angolo retto rispetto al manico) e dall'altra a un ponticello incollato sulla tavola armonica. L'accordatura del liuto in quell'epoca fu la seguente: La-la, re-re', sol-sol', si-si, mi'-mi', la (la prima corda era sovente singola). Al centro della tavola armonica si trova il rosone, un foro di risonanza elegantemente decorato. La mano destra dell'esecutore pizzica le corde, mentre la sinistra le preme sulla tastiera per ottenere i suoni delle altezze desiderate. Il compositore inglese John Dowland fu uno straordinario autore di musiche per liuto, così come lo fu il virtuoso italiano Francesco Canova da Milano (1497-1543).

All'inizio del XVII secolo, con l'avvento dell'età barocca, vennero aggiunte al liuto ulteriori corde nel registro grave. Queste corde non venivano solitamente tastate dalla mano sinistra, ma erano intonate diatonicamente secondo una scala discendente (fa/mi/re/do). Per questi liuti, e per quelli con undici ordini di corde, alcuni compositori francesi, tra cui Denis e Ennemond Gaultier, hanno creato veri e propri capolavori musicali. Furono inoltre costruiti in questo periodo strumenti derivati dal liuto e di dimensioni ancora più grandi. Fra questi si ricordino la tiorba (o chitarrone) e l'arciliuto. Nel Settecento furono introdotte corde di budello filato in metallo (generalmente rame) che permettevano di ottenere sonorità differenti nella regione grave dello strumento. I liuti tipici della Germania del XVIII secolo possedevano un primo cavigliere, direttamente conseguente dal manico, e un secondo cavigliere accolto al termine di una sezione aggiunta al primo. Il secondo cavigliere poteva accogliere da cinque a sette cori. L'accordatura dei cori tastati era la seguente: La-la, re-re, fa-fa, la-la, re', fa' (le prime due corde erano generalmente singole). Per questo tipo di strumento ha scritto Johann Sebastian Bach.

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