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Vertigine Sensazione soggettiva di movimento rispetto all'ambiente circostante o, viceversa, di movimento degli oggetti attorno al proprio corpo.
La sensazione di movimento tipica delle vertigini in genere ha direzione rotatoria e viene di solito avvertita ripetutamente, nel corso di crisi che gradatamente si affievoliscono. Viene spesso accompagnata da nausea, vomito, cefalea o sudorazione, e sensazione di cadere; possono verificarsi anche disturbi uditivi, come ipoacusia e suoni nell'orecchio (vertigine auricolare), e rapidi movimenti oculari (nistagmo). La vertigine deriva da malattie che colpiscono l’orecchio interno, come infiammazioni (labirintite, ossia infiammazione del labirinto), infezioni (otite cronica o acuta), traumi, e la malattia di Mèniére. Può anche essere originata da lesioni al nervo vestibolare o da tumori che lo comprimono; ancora, può essere associata a patologie a carico del sistema nervoso centrale, come alcune malattie neurodegenerative e tumori.
Poiché le cause delle vertigini possono essere molteplici, è necessario procedere alla loro individuazione mediante diverse modalità diagnostiche, come radiografie, valutazione del fondo dell’occhio, tomografie, analisi del labirinto, misurazione della pressione sanguigna. Il trattamento delle vertigini prevede l’impiego di farmaci che intervengono sulla pressione sanguigna, se esse sono di origine circolatoria; di antibiotici nel caso vi siano infezioni a livello del labirinto; di interventi chirurgici, di radio- o di chemioterapia se sono presenti forme tumorali. I disturbi concomitanti con la crisi di vertigine, in particolare la nausea, possono essere contrastati con sostanze che diminuiscono la sensibilità dei recettori presenti nell’orecchio interno e con composti anti-nausea.
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