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Tappeto

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Antico tappeto iranianoAntico tappeto iraniano
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Introduzione

Tappeto Tessuto di lana o altre fibre tradizionalmente impiegato come elemento decorativo nell'arredamento di interni, come rivestimento di mobili e pavimenti o come pannello ornamentale, diffuso presso molti popoli e culture anche per altri usi, ad esempio per allestire un giaciglio, o per la preghiera, o ancora per isolare termicamente un ambiente. Il termine 'tappeto' deriva dal greco tapes, parola di probabile origine iranica, da cui provengono il latino tapetum e tutte le forme attuali, come il francese tapis, il tedesco teppich e lo spagnolo tapiz.

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Tecniche e materiali

I tappeti si suddividono in due categorie: i tappeti rasi, o tessuti, e i tappeti annodati. I primi, tra cui si annoverano i ghilim o kilim, sono composti da fili singoli di ordito (longitudinale) e di trama (trasversale) e presentano motivi ottenuti limitando a certe zone l'uso di fili di un determinato colore. La tecnica si adatta particolarmente ai disegni geometrici e i tappeti così intessuti possono essere decorati mediante ricami o disegni a rilievo, ottenuti con l'aggiunta di altri fili di trama o di ordito. Nei tappeti annodati, alle catene dell'ordito vengono allacciati corti segmenti di filo che costituiscono il pelo del tappeto e che vengono comunemente definiti nodi, anche se il termine è improprio trattandosi piuttosto di lacci.

Esistono tre sistemi di annodatura del tappeto: il nodo turco o ghiordes, diffuso in Caucaso, in Iran e in Asia Minore, il nodo persiano o sehna, praticato in India, in Cina, in Iran e in Egitto, e il nodo arabo-spagnolo, utilizzato soprattutto in Spagna. I sistemi di annodatura dei tappeti consentono di creare elaborati disegni, la cui raffinatezza e complessità dipendono dallo spessore dell'ordito e dalla quantità dei nodi.

Il materiale più diffuso per la produzione di tappeti è la lana di pecora, che in alcune regioni viene tuttavia sostituita dalla lana di capra o dal pelo di cammello. I tappeti di seta, che sono tra le realizzazioni più apprezzate, possono avere l'ordito sia in lana sia in cotone; si preferisce tuttavia l'uso del cotone che garantisce al tessuto maggiore resistenza e consente di ottenere una superficie uniforme. Talvolta, mediante il ricamo, vengono inseriti nel tessuto fili d'oro o d'argento.

Molto scarse sono le notizie relative alle tecniche di tintura fino al Cinquecento: ciò che è noto è che, dall'antichità fino al tardo XIX secolo, i tappeti venivano colorati con l'ausilio di sostanze naturali ricavate da pigmenti minerali, piante, animali e insetti. Intorno alla metà del XIX secolo furono introdotte le prime tinture sintetiche, dette aniline e ricavate dal catrame di carbone. Prodotte in Europa, giunsero presto anche in Asia e nell'America settentrionale, dove conobbero larga diffusione grazie al loro basso costo e alla brillantezza dei colori; tuttavia le aniline non sono mai riuscite a eguagliare la resistenza e l'infinita gamma cromatica proprie delle tinture naturali.

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Cenni storici

La storia dei tappeti abbraccia due tradizioni: orientale e occidentale. La tradizione orientale, che è la più antica, deve la sua ricchezza al lavoro degli artigiani centroasiatici, mediorientali, nordafricani, indiani e cinesi. La tradizione occidentale, soggetta all'influsso della precedente e nata molto più tardi, godette di un breve periodo di fioritura con prodotti originali nella Francia del XVII e XVIII secolo, ma perse quasi ogni pregio in seguito alle imitazioni e alla meccanizzazione dell'Ottocento.

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I tappeti orientali

I tappeti orientali sono accomunati da alcune caratteristiche rimaste pressoché invariate per secoli. Ad esempio la forma è quasi sempre rettangolare, benché si possano trovare anche tappeti quadrati, rotondi o esagonali. All'interno del rettangolo i disegni si suddividono tra la cornice e il campo: la cornice è costituita da strisce di larghezza variabile, mentre il campo può contenere un singolo elemento centrale o un motivo ripetuto. Una categoria a parte è rappresentata dai tappeti da preghiera dei musulmani nei quali il motivo più ricorrente è la nicchia o mihrab.

Il più antico tappeto orientale mai ritrovato, oggi custodito nel Museo dell'Ermitage di San Pietroburgo, risale al periodo tra il V e il III secolo a.C. e fu rinvenuto nel 1947 in una tomba scitica sui monti dell'Altaj, in Siberia. Si tratta di un tappeto annodato conservatosi nella sua integrità (200 x 183 cm) e decorato con figure di animali (alci e una processione di 28 cavalli), accompagnate da motivi floreali e geometrici. Sebbene ricordi lo stile artistico persiano del periodo achemenide, il reperto costituisce un esemplare isolato.

I più antichi tappeti annodati di origine mediorientale risalgono alla metà del XIII secolo e presentano disegni geometrici (viticci, quadrati e ottagoni), che nelle epoche successive caratterizzarono gli esemplari tessuti in Asia Minore.

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