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Artrite Patologia caratterizzata dall’infiammazione delle articolazioni. Essa può essere di tipo reumatoide o di tipo infettivo.
L'artrite reumatoide, o poliartrite cronica primaria, rappresenta la forma di artrite più grave, dolorosa e potenzialmente invalidante. Questa patologia, diffusa in tutto il mondo, è una malattia autoimmune; sembra che tra le diverse popolazioni essa abbia un tasso di incidenza simile. Nei paesi occidentali, in particolare, l’artrite reumatoide colpisce circa il 3% dei soggetti al di sopra dei 40 anni di età; le più colpite risultano le donne, fra le quali si registra il triplo di casi rispetto agli uomini.
Le articolazioni colpite da artrite reumatoide sono in genere quelle delle dita delle mani e dei piedi, del ginocchio, della colonna vertebrale e delle anche. In tali punti insorgono dolori, anche acuti, in concomitanza dei quali possono manifestarsi anche altri sintomi meno specifici, come febbre, tendenza all’affaticamento e dimagrimento; possono associarsi anche vasculopatie (cioè infiammazioni a livello dei vasi sanguigni), pleurite, malattie cardiache e formazione di noduli al di sotto della cute. La conferma della diagnosi di artrite reumatoide si può ottenere attraverso accertamenti radiologici, quali la tomografia computerizzata (TC) e la risonanza magnetica nucleare (NMR); decisiva risulta l’indagine, effettuata mediante la cosiddetta reazione di Waaler-Rose e un tipo di analisi denominata test al lattice, con la quale si evidenzia nel siero del paziente la presenza di fattori reumatoidi, ossia di particolari anticorpi di tipo IgG.
La terapia dell’artrite reumatoide si basa sia su trattamenti di manipolazione (massaggi, chiropratica, fisioterapia) sia su farmaci. I trattamenti di manipolazione, che possono essere eventualmente completati da idroterapia, e da sedute di agopuntura, mirano a mantenere la funzionalità generale delle articolazioni, ad alleviare gli stati dolorosi e, mobilizzando le articolazioni, a prevenirne l’irrigidimento. I preparati farmacologici più comuni tendono ad alleviare anch’essi il dolore (analgesici come il paracetamolo) e a ridurre gli stati infiammatori (cortisone, FANS) ma non risolvono la causa della malattia. Tra i farmaci impiegati per rallentare il decorso dell’artrite (i cosiddetti DMARDs, ossia farmaci antireumatici modificatori della malattia), vi sono quelli a base di sali d’oro, alcuni composti immunosoppressori (come il metotrexato, l’interferone a e l’antibiotico rifamicina iniettato direttamente nelle articolazioni) e il fenilbutazone (che può essere assunto solo per brevi periodi).
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