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Struttura articolo
Introduzione; Territorio; Popolazione; Divisioni amministrative e città principali; Economia; Ordinamento dello stato; Storia
L’Albania è divisa in dodici contee (qark): Berat, Dibër, Durazzo, Elbasan, Fier, Argirocastro, Corizza, Kukës, Lezhë, Scutari, Tirana e Valona, a loro volta suddivise in 36 distretti. Città principale e capitale del paese è Tirana (343.078 abitanti nel 2001); altri centri importanti sono Durazzo, centro portuale e industriale, Elbasan, centro del commercio agricolo, l’antica città di Scutari e Valona, la più importante città portuale del paese.
Come altre economie socialiste, l’economia albanese si è basata inizialmente sullo sviluppo dell’industria pesante, favorito dal sostegno prima iugoslavo, poi sovietico e infine cinese. Troncato anche il rapporto con la Cina alla fine degli anni Settanta, nel successivo decennio il paese ha avviato una strategia economica autarchica, fondata sullo sviluppo del settore primario e sull’esportazione di prodotti agricoli e di legname, i cui esiti sono stati tuttavia trascurabili. Durante gli anni Ottanta l’Albania ha anche avviato una fase di cauta privatizzazione delle imprese, allacciando modeste relazioni economiche con i paesi occidentali e in particolare con l’Italia, la Francia e la Germania. Dopo il crollo del regime comunista, alla transizione politica verso la democrazia è corrisposta una radicale trasformazione del settore economico, caratterizzata inizialmente da una pressoché totale assenza di strumenti di indirizzo e di controllo. Ciò ha causato l’abnorme crescita di “piramidi finanziarie” colluse sia con il potere politico sia con la criminalità organizzata, il cui fallimento, agli inizi del 1997, ha gettato sul lastrico migliaia di risparmiatori e portato il paese sull’orlo di una pericolosissima crisi. La situazione è tornata stabile verso la fine dell’anno, anche grazie ai cospicui aiuti internazionali, ma molti imprenditori occidentali avevano nel frattempo lasciato il paese, dirottando i propri investimenti verso altri paesi dell’Est europeo ritenuti più stabili. Negli anni successivi il paese ha risentito della conflittuale situazione balcanica, ma ha continuato a godere di aiuti internazionali che gli hanno consentito di avviare importanti progetti di risanamento delle infrastrutture (strade, porti ecc.). La caotica situazione seguita alla crisi economica del 1997 e al violento scontro etnico-politico in Kosovo ha, purtroppo, ulteriormente favorito il diffondersi di attività criminali legate al commercio internazionale di armi e droga (e alla tratta dei clandestini, che ha nei porti di Valona e Durazzo due fondamentali nodi internazionali), che oggi rappresentano una voce di fondamentale importanza, accanto alle rimesse degli emigrati, dell’economia albanese. Il prodotto interno lordo del 2005 fu di 8.380 milioni di dollari USA, pari a 2.677,70 dollari pro capite.
Negli anni Cinquanta del Novecento la realizzazione della bonifica delle pianure costiere ha consentito un sensibile aumento della superficie coltivabile e lo sviluppo del sistema cooperativo, che ha caratterizzato il settore agricolo per il successivo quarantennio. I terreni coltivati corrispondono al 25,5% della superficie del paese; i prodotti principali sono frumento, mais, orzo, barbabietola da zucchero e patate, oltre a tabacco, cotone, viti e ulivi. All’allevamento, soprattutto ovino, è destinato circa il 14% della superficie totale del territorio.
Ingente è il patrimonio forestale, dal quale si ricava soprattutto legname destinato al mercato delle costruzioni. La pesca è un settore attivo sia in mare sia nei fiumi, dove si pesca in particolare lo storione, da cui si ricava il caviale. Agricoltura, allevamento, legname e pesca contribuiscono per il 22,8% alla formazione del PIL annuo del paese.
Il paese è ricco di riserve minerarie e l’attività estrattiva rappresenta un’importante risorsa economica che poggia sulla presenza di giacimenti di cromo, di cui l’Albania è uno dei maggiori produttori mondiali, di rame, nichel, carbone e fosfati. Relativamente fiorente è l’estrazione di petrolio. L’attività estrattiva fornisce il 21,5% del PIL.
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