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Struttura articolo
Introduzione; Territorio; Popolazione; Divisioni amministrative e città principali; Economia; Ordinamento dello stato; Storia
Si ritiene che gli albanesi discendano dagli illiri, popolazione indoeuropea che si stanziò nell’area occidentale della penisola balcanica verso la fine dell’età del Bronzo.
Il regno illirico, esteso dalla costa dalmata fino alle regioni litoranee dell’odierna Albania, fu una delle più importanti entità politiche dell’antichità, raggiungendo l’apice del suo sviluppo con il re Agron (250-230 a.C.). Divenne in seguito una potenza navale molto temuta dai romani, le cui navi venivano spesso depredate dai pirati illirici. Conquistata da Roma nel 168 a.C., la regione prosperò grazie ai commerci sulla via Egnatia, che collegava l’Italia a Bisanzio. Di stirpe illirica furono diversi imperatori romani, fra cui Aureliano, Diocleziano, Costantino e Giustiniano.
Con la divisione dell’impero nel 395 d.C., l’Albania entrò a far parte dei domini d’Oriente. Durante questo periodo i porti del paese, come quello di Durazzo, divennero importanti centri di commercio. In seguito la regione conobbe l’invasione di tribù nomadi (i goti e gli unni nel IV secolo, i bulgari nel V e gli slavi nel VI e VII secolo) e molti dei suoi antichi abitanti, da tempo cristianizzati, si rifugiarono nelle impervie zone montuose sotto la protezione dell’impero bizantino. Passata sotto il dominio bulgaro (dal 917 al 1019), tornò per un periodo a Bisanzio. Dal XII secolo subì l’influenza italiana; invasa dai normanni, in seguito alla IV crociata (1204) Venezia vi stabilì basi commerciali. Sottoposta a una seconda dominazione bulgara dal 1230, la regione fu conquistata alla fine del XIII secolo dai serbi; dopo la sconfitta subita da questi per mano turca nella battaglia del Kosovo (1389), fu spartita tra signori feudali locali ed esposta alla penetrazione dell’impero ottomano.
La resistenza al dominio turco si protrasse per tutta la prima metà del XV secolo, culminando nel 1444 nella rivolta della Lega dei popoli albanesi guidata da Giorgio Castriota detto Scanderbeg; alla morte di questi (1468), l’impero ottomano si impadronì dell’intera regione, comprese le piazzeforti venete di Scutari e Durazzo. Rapidamente islamizzata, l’Albania rimase a lungo divisa tra piccoli principati sottoposti alla sovranità turca. Alcuni di questi riuscirono tuttavia a conseguire una notevole autonomia. A Scutari si affermò nella seconda metà del XVIII secolo la signoria del pascià Mehmet Bey Bushati; nello stesso periodo, appoggiandosi alla Francia e alla Gran Bretagna, il pascià Ali Tepeleni di Ioannina si rese di fatto indipendente dalla Sublime Porta. Nel 1878, con il trattato di Berlino, iniziò lo smembramento del territorio di lingua albanese in favore di Grecia, Montenegro e Serbia, al quale si oppose la Lega albanese, influenzata dalla Turchia.
Nel luglio 1913, alla fine della prima guerra balcanica, la conferenza degli ambasciatori delle sei maggiori potenze europee, riunita a Londra, riconobbe l’indipendenza dell’Albania, offrendone la corona al principe Guglielmo di Wied. Questi resse il paese solo per pochi mesi (marzo-settembre 1914), allorché la forte opposizione interna e lo scoppio della prima guerra mondiale lo costrinsero alla fuga. Durante il conflitto, l’Albania divenne teatro di scontri fra gli Alleati e gli Imperi Centrali. L’Italia occupò Valona nel dicembre 1914, contendendo in seguito il territorio albanese a greci e austriaci. Nel 1920 l’indipendenza del paese venne confermata dai trattati di Versailles. Nei quattro anni successivi, il paese fu dilaniato da sanguinosi conflitti; grazie all’appoggio della Iugoslavia, nel 1924 Ahmed Zogu riuscì a imporsi sulle fazioni rivali. Diventato presidente nel 1925, dal 1927 stabilì una stretta alleanza politico-militare con l’Italia fascista, proclamandosi re (mbret) nel 1928. All’approssimarsi della seconda guerra mondiale, Zogu tentò di liberarsi della tutela italiana stabilendo relazioni con la Francia e con la Gran Bretagna, ma il 7 aprile del 1939 le truppe di Mussolini occuparono il paese, la cui corona venne assegnata a Vittorio Emanuele III. Diventata un’importante base d’operazione italiana nell’offensiva contro la Grecia, l’Albania conobbe a partire dal 1941 lo sviluppo di un forte movimento di resistenza capeggiato dai comunisti di Enver Hoxha. Occupata dai tedeschi dopo la capitolazione dell’Italia (8 settembre 1943), fu liberata dalle forze del Fronte di liberazione nazionale alla fine del 1944.
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