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Caverna

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Grotte di Castellana, PugliaGrotte di Castellana, Puglia
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Introduzione

Caverna In geografia fisica, cavità naturale con prevalente sviluppo orizzontale, scavata nella roccia alle pendici di un rilievo – di una collina, di una falesia o di una montagna – o nel sottosuolo. La caverna si distingue quindi dalla grotta, che è un’analoga cavità del suolo roccioso, caratterizzata da un prevalente sviluppo longitudinale.

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Formazione delle caverne

Diverse sono le modalità di formazione delle caverne: una cavità della roccia può avere origini carsiche, vulcaniche o erosive. Nel primo caso, è il risultato dell’azione di dissoluzione chimica operata dall’acqua sulle rocce di composizione calcarea. Il fenomeno si verifica soprattutto in regioni caratterizzate da intense precipitazioni, dove l’acqua superficiale contiene anidride carbonica e acidi derivati dai componenti organici del suolo. Le acque acide, infatti, sono in grado di attaccare il calcare, di dissolverlo e di trasportarlo in soluzione, erodendo a poco a poco grandi porzioni di roccia. La creazione di caverne sotterranee ha luogo in corrispondenza del livello di fluttuazione della falda acquifera: qui l’acqua si insinua tra le fratture delle rocce, le satura e le corrode lentamente, scavando nell’arco dei decenni vere e proprie camere nel sottosuolo.

Le acque sotterranee, oltre all’azione chimica, esercitano anche un’azione meccanica sulle rocce che attraversano: esistono veri e propri fiumi sotterranei, infatti, che trasportano sedimenti e frammenti di roccia in modo del tutto analogo a quello dei corsi d’acqua superficiali. Se questo tipo di azione predomina, la caverna si dice formata per erosione meccanica.

Tipi diversi di caverne sono quelle marine, scavate dall’azione erosiva delle onde contro le scogliere, le caverne di lava, che si formano al di sotto dei flussi lavici, e le caverne di ghiaccio, che si trovano nel corpo di ghiacciai e di iceberg. Infine, anche il vento è responsabile della formazione di piccole caverne, tipiche perlopiù delle regioni desertiche e semidesertiche.

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Caratteristiche

Le caverne hanno dimensioni estremamente varie: da quelle di piccole cavità isolate, a quelle di vasti sistemi sotterranei costituiti da molte camere. In genere, la temperatura interna è quasi costante nel corso dell’anno e il ricambio d’aria è pressoché continuo. Queste condizioni sono il risultato di fenomeni complessi, soprattutto di gradienti di pressione atmosferica.

Le caverne di erosione consistono di numerose camere e vie d’acqua sotterranee; queste ultime presentano caratteristiche analoghe a quelle dei corsi d’acqua superficiali, come depositi di sabbia e di ghiaia.

All’interno delle caverne di dissoluzione si trovano depositi di carbonato di calcio di forma bizzarra: le stalattiti, che pendono come ghiaccioli dal soffitto delle caverne, e le stalagmiti, che si ergono a partire dal pavimento. Quando una stalattite si incontra a mezza via con una stalagmite sottostante, si forma una colonna.

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Forme viventi

Tra le forme viventi che abitano l’ambiente oscuro delle caverne, alcune sono adattate per vivervi permanentemente, altre vi trovano rifugio solo di tanto in tanto. Le specie animali che vi abitano stabilmente presentano adattamenti morfologici e fisiologici tipici quali la regressione del senso della vista (inutile nell’ambiente oscuro delle caverne) e un’acutizzazione del senso del tatto. Il grillo delle caverne (genere Ceuthophilus) ne è un tipico esempio.

I pipistrelli rappresentano invece un esempio di animali che sfruttano l’ambiente delle caverne per riposare o per trascortrervi il periodo dell’ibernazione, ma che si nutrono all’esterno. Sul suolo delle cavità naturali in cui essi si radunano sono presenti copiosi depositi di escrementi, accumulatisi nel corso di secoli, che forniscono il sostentamento a molte specie di insetti e a organismi più semplici. Il numero di pipistrelli che possono trovare dimora in una vasta caverna può essere incredibilmente grande: anche centinaia di migliaia di individui.

Le specie vegetali sono invece pressoché assenti, dato che la mancanza di luce impedisce lo svolgimento della fotosintesi. Proliferano invece i funghi.

Tra il Paleolitico e il Neolitico anche l’uomo trovava rifugio nelle caverne. Si parla talvolta di “uomo delle caverne” proprio per indicare gli antenati della specie umana moderna che hanno lasciato artefatti, graffiti e tracce di vario genere all’interno delle cavità naturali. Sono famose a questo proposito le grotte di Altamira, in cui sono stati scoperti primitivi dipinti, attribuiti alla cultura di Cro-Magnon del tardo Paleolitico.

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