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Letteratura araba

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1

Introduzione

Letteratura araba Produzione letteraria in lingua araba, uno dei principali veicoli della cultura islamica. La letteratura araba ebbe origine nella penisola arabica, ma fu in seguito prodotta e apprezzata dalla Spagna alla Cina. Sebbene la produzione del periodo classico fosse improntata a temi religiosi ed eruditi, grande è il suo intrinseco valore artistico e letterario, al quale certamente contribuisce la straordinaria ricchezza lessicale della lingua araba, capace di conferire varietà e colore a una letteratura dominata da motivi obbligati, quasi stereotipati.

2

Il Medioevo

L’esempio più straordinario della letteratura araba è il Corano, che i musulmani considerano dettato direttamente da Dio al suo profeta Maometto nel deserto arabo (VII secolo) e che essi venerano in tutto il mondo. Questo testo sacro costituisce l’equivalente della Torah per gli ebrei e del Vangelo per i cristiani. Il suo stile, ritenuto inimitabile dai musulmani, deriva da quello degli indovini arabi preislamici, i quali si servivano di brevi locuzioni caratterizzate dal ritmo e dalla rima, ma prive di metro. La qualità letteraria delle prime surat (plurale di surah, “capitolo”) del Corano può essere apprezzata appieno solo nel testo originale arabo.

2.1

La poesia preislamica

Il Corano è la maggiore espressione della creatività letteraria araba, ma non la più antica. Si sono conservate, infatti, centinaia di odi e poesie composte circa un secolo prima di Maometto; destinate principalmente all’ascolto, che raccontano la vita dei beduini: gli amori, i viaggi attraverso il deserto, i combattimenti, le rivalità, le ambizioni. I poeti celebravano le loro tribù, i loro sceicchi e sovente se stessi; nel contempo schernivano i loro avversari, sfidandoli a rispondere con la spada o con una satira altrettanto tagliente. Nel VI secolo i poeti più significativi furono Al-Asha, Amr Ibn Kulthum e Imru al-Qays. A quest’ultimo si deve l’introduzione della qasida, ode composta di tre movimenti dai temi obbligati, che avrebbe dato origine ad altre forme poetiche della letteratura araba classica. I migliori componimenti di questi poeti nomadi furono dapprima tramandati oralmente, poi, a partire dall’VIII secolo, vennero trascritti e raccolti in antologie poetiche, le più famose delle quali sono la Muallaqat (poesie “appese”), che tradizionalmente venivano affisse all’interno della grande moschea della Mecca, la Mufaddaliyyat e la al-Hamasa.

2.2

Il periodo omayyade

La poesia continuò a fiorire sotto la dinastia omayyade (661-750), sviluppandosi attorno ai temi della politica (la celebrazione del califfato) e dell’amore. Il miglior interprete di un nuovo genere di poesia amorosa, erotica e galante, detta ghazal, fu Omar Ibn Abi Rabia (morto nel 720). Altrettanto rappresentativi di questo periodo furono il poeta satirico Al-Farazdaq (640-728) e Giarir Ibn Atiyya (morto nel 728), tra i quali vi fu una lunga e famosa rivalità poetica.

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