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Risultati di Windows Live® Search Canone (musica) Composizione musicale nella quale una voce introduce una melodia (il “soggetto”) e, dopo un determinato numero di battute, una seconda voce ripete o risponde alla melodia nota per nota, alla stessa o a una diversa altezza. Una terza voce può entrare dopo l’attacco della seconda voce, e così via. Se l’imitazione avviene a un’altezza differente, il soggetto può essere leggermente modificato per adattarlo alla tonalità della composizione. Se la melodia del soggetto torna all’inizio in modo che il pezzo potrebbe essere ripetuto all’infinito, si parla di “canone circolare”. Il tipo più comune di canone circolare prende il nome di rota. La risposta in un canone può presentarsi in forme più complesse: l’aumento e la diminuzione (allungando o abbreviando le note della voce che risponde); l’inversione (il rovesciamento del soggetto ribaltando la direzione di ciascun intervallo); la regressione (o canone cancrizzante) che dà le note del soggetto in ordine inverso; la combinazione di inversione e regressione; la riproposizione delle stesse altezze del soggetto ma con metro e durata delle note alterati (canone mensurale). L’imitazione canonica è spesso presente nelle composizioni contrappuntistiche. Un’opera molto nota che impiega il canone è costituita dalle Variazioni Goldberg di Johann Sebastian Bach, una serie di trenta variazioni su un tema, in cui una variazione ogni tre è un canone. La tecnica, giunta al suo apice alla fine del XV secolo, ha suscitato sempre più l’interesse di compositori del Novecento come Anton Webern e Carl Ruggles, che si ispirarono ai modelli rinascimentali (vedi Musica rinascimentale). Il più antico canone conosciuto è la composizione anonima inglese del XIII secolo intitolata Sumer is Icumen In.
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