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Denti Formazioni mineralizzate localizzate nella bocca, presenti in animali di diversi gruppi sistematici, e deputate principalmente alla presa del cibo; i denti possono essere coinvolti nella masticazione (funzione tipica dei mammiferi), nella produzione di suoni e nelle interazioni aggressive tra individui. Oltre che nei mammiferi, i denti si trovano anche in altri vertebrati, quali pesci, anfibi e rettili, e in alcuni invertebrati, quali molluschi, echinodermi, insetti. Nei diversi gruppi animali, l’origine embrionale dei denti non è la stessa; tali organi, cioè, possono essere semplici formazioni cornee di chitina o cheratina, o avere una derivazione dermica, e pertanto, da un punto di vista evolutivo, si considerano organi analoghi (vedi Evoluzione; Adattamento). Nei mammiferi, in particolare, i denti hanno origine dal mesoderma (uno dei tre foglietti dai quali si forma l’embrione) e si sviluppano nelle ossa mascellari. In uno stesso individuo, sono presenti tipi di denti diversi, ciascuno specializzato a svolgere una particolare funzione, nel corso della masticazione del cibo (ad esempio, incidere, lacerare, triturare): nei mammiferi, dunque, si parla di eterodonzia, ovvero “presenza di denti diversi”. A seconda delle caratteristiche ecologiche della specie, alcuni tipi di denti possono mancare, e altri risultare assai sviluppati; inoltre, in alcune specie si verifica una crescita continua dei denti, per cui gli animali sono costretti a controllarne le dimensioni mediante una frequente attività rosicatoria. Il numero e il tipo di denti presenti nell’individuo prende il nome di formula dentaria.
Nell'uomo i denti sono formati da una porzione esterna (corona), da una parte ricoperta dalla gengiva (colletto) e da una porzione più profonda (radice), impiantata in una cavità della mascella e della mandibola, chiamata alveolo dentario. I denti sono formati dalla dentina, una sostanza di colore giallastro fortemente mineralizzata (essendo formata per circa il 70-80% da sali da fosfato e flururo di calcio); a livello della corona, la dentina è rivestita dallo smalto, uno strato estremamente compatto di colore bianco, che possiede sali minerali per oltre il 90%. A livello della radice, invece, la dentina è ricoperta dal cemento, uno strato scuro di tessuto molto resistente. La radice viene mantenuta in sede da fibre elastiche che, nel loro insieme, formano la membrana periodontale; questa si estende dal cemento alla cosiddetta lamina dura, che consiste in uno spesso strato osseo, presente all'interno della mascella. La dentina della corona racchiude la cavità della polpa, che penetra nella radice formando il canale radicale. Polpa e canale radicale sono riempiti da tessuto connettivo e sono attraversati da vasi sanguigni e dai nervi.
Nell'uomo i denti, oltre alla funzione masticatoria, sono coinvolti nei processi di articolazione del linguaggio, in quanto costituiscono una barriera contro cui si appoggia la lingua per formare determinati suoni.
Nel feto umano lo sviluppo della gemma dentale ha inizio nel secondo mese di sviluppo. La gemma è formata da un tessuto esterno, chiamato ectoderma, e da uno interno, detto mesoderma. L'ectoderma si calcifica formando i prismi dello smalto, che sviluppandosi vanno a ricoprire la corona. Dopo la deposizione dello smalto, il mesoderma si differenzia nella porzione di dentina della corona e nella cavità della polpa. A mano a mano che l'embrione si sviluppa, la continua calcificazione provoca la formazione della radice e di un ampio canale radicale, attraverso cui i vasi sanguigni, i nervi e gli elementi del tessuto connettivo si estendono nella cavità della polpa. Quando la corona spunta dalla gengiva e la radice si allunga, la cavità della polpa e il canale dentale si riducono a causa della continua produzione di dentina da parte di particolari cellule della polpa. Via via che lo sviluppo del dente continua, la corona viene spinta in superficie, passando attraverso i tessuti della gengiva.
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