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Introduzione; Economia; Cultura; Istituzioni e vita politica; Storia; Dai greci ai saraceni; Il dominio genovese; Il passaggio alla Francia; Il conflitto nazionalista; Sviluppi recenti
Corsica (francese Corse), isola e regione amministrativa della Francia, situata nel mare Mediterraneo, a nord della Sardegna, dalla quale è separata dalle Bocche di Bonifacio. Ha un’estensione di 8.680 km² ed è, per grandezza, la quarta isola del Mediterraneo. È costituita prevalentemente da un massiccio cristallino, scosceso nella parte settentrionale, dove è attraversato dalle valli di alcuni fiumi, tra cui il Liamone, il Gravone e il Taravo. La cima più elevata è il monte Cinto (2.710 m). Il litorale è generalmente roccioso e frastagliato, soprattutto a occidente. Sulla costa nordoccidentale si estende la piana di Balagna, mentre quella di Aléria occupa la costa orientale, caratterizzata dalla presenza di lagune e paludi. Numerosi golfi si aprono a nord (Saint-Florent), a ovest (Porto, Sagone, Ajaccio, Valinco) e nell’estremo sud (golfo di Porto Vecchio). Il clima è tipicamente mediterraneo, più caldo e secco nell’area meridionale. Le foreste di castagni, querce, faggi, pini e la macchia mediterranea coprono vaste estensioni del territorio. La Corsica, regione amministrativa dal 1970, è divisa in due dipartimenti: Haute-Corse e Corse-du-Sud. Il capoluogo è Ajaccio; altre città importanti sono Bastia (capoluogo della Haute-Corse), Porto Vecchio e Corte. La popolazione è di 279.000 abitanti (2005); la densità è piuttosto bassa: solo 31 abitanti per km².
Il 10,7% della popolazione attiva è occupata nell’agricoltura. Le colture principali sono le viti, gli alberi da frutto, il grano e gli agrumi. Le foreste, nonostante abbiano subito gravi danni a causa dei frequenti incendi e dell’eccessivo diboscamento, sono un’importante risorsa: da esse si ricavano castagne, sughero e legname. Rilevanti sono inoltre l’allevamento e la produzione di latticini. L’industria è piuttosto debole e penalizzata dall’insularità, che rende i costi di produzione e di trasporto poco competitivi. Le risorse del sottosuolo sono scarse: antimonio a Vico, ferro nel golfo di Sagone, piombo argentifero nella Balagna. I commerci e le industrie si concentrano nelle zone di Bastia e di Ajaccio. Il settore terziario occupa l’81,8% della forza lavoro. Il porto di Bastia (1.230.000 passeggeri all’anno) è al quarto posto tra gli scali francesi, e quello di Ajaccio, che ha un traffico lievemente minore, è attivo soprattutto nell’importazione di prodotti alimentari, idrocarburi e materiali da costruzione. Porto Vecchio è il terzo scalo della regione. Il turismo è la principale risorsa economica della Corsica, che ha ottenuto, per la singolare bellezza del paesaggio in gran parte incontaminato, l’appellativo di Île de beauté. Ogni anno, 1.300.000 visitatori affluiscono nella regione e affollano, nei mesi estivi, le località balneari (in particolare Balagna e Capo Corso), e, durante l’inverno, le stazioni sciistiche (Muratello, Evisa, Soccia, Quenza).
Il patrimonio storico-culturale corso è particolarmente ricco. Tumuli, dolmen, menhir risalenti al Neolitico si trovano in varie regioni dell’isola e in modo particolare a Filitosa, sito di grande interesse archeologico; resti di architetture greco-romane sorgono nelle zone di Aléria e Mariana; basiliche paleocristiane sono presenti a Calvi, Sagona, Saint-Florent. Mentre l’arte romanica è testimoniata dalle cattedrali costiere che la Repubblica di Pisa fece erigere nelle regioni della Castagniccia, del Nebbio e della Balagna, il gotico ebbe in Corsica un influsso limitato. Il barocco si sviluppò fra il XVI e il XVII secolo, lasciando tracce soprattutto nelle regioni di Bastia e della Castagniccia. Le cittadelle, le fortezze e le torri di Bonifacio, Algaloja, Porto Vecchio risalgono al dominio genovese. La lingua corsa, che rispecchia molteplici influssi (soprattutto celto-liguri, latini, toscani e genovesi), è attualmente insegnata presso l’Université de Corte.
La Corsica è a tutti gli effetti una regione della Francia e parte integrante del suo territorio metropolitano. Nel 1975 l’isola venne divisa amministrativamente in due dipartimenti: Alta Corsica e Corsica del Sud. Una legge del 1982 attribuì all’isola uno statuto particolare, istituendo un’Assemblea di 51 membri e un presidente dotato di limitati poteri esecutivi. Nel 1992, con la “legge Joxe”, lo stato francese concesse alla Corsica una maggiore autonomia, senza tuttavia soddisfare le richieste delle forze indipendentiste, che si dividono per linee politiche e “claniche” e comprendono alcune formazioni armate, tra cui il Fronte di liberazione nazionale della Corsica (FLNC). Nel 2000, gli “accordi di Matignon” portarono all’approvazione di un nuovo statuto per l’isola e all’attribuzione, in via sperimentale, di ampi poteri legislativi all’Assemblea locale. Le concessioni, che alimentarono aspre polemiche in Francia e le dimissioni del ministro degli Interni, furono tuttavia ridimensionate nel 2001 dal Parlamento francese. Nel luglio 2003 il referendum proposto dal governo francese, inteso a riunire i due dipartimenti e a istituire una nuova Assemblea con più margini di autonomia, venne respinto, sebbene di misura (circa 2000 voti) dall’elettorato corso.
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