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Introduzione; Territorio; Popolazione; Divisioni amministrative e città principali; Economia; Ordinamento dello stato; Storia
Ciad (nome ufficiale Jumhūrīyat Tashād, République du Tchad, Repubblica del Ciad), stato dell’Africa centrosettentrionale; privo di sbocco al mare, è delimitato a nord dalla Libia, a est dal Sudan, a sud dalla Repubblica Centrafricana, a ovest da Camerun, Nigeria e Niger. Territorio dell’Africa equatoriale francese dal 1910, il Ciad ottenne l’indipendenza l’11 agosto 1960. La superficie territoriale è di 1.284.000 km²; la capitale è N’Djamena.
Tre diverse regioni caratterizzano da nord a sud il vasto territorio del Ciad, posto in una zona geografica di transizione tra il Maghreb e l’Africa subsahariana: il deserto del Sahara, il semidesertico Sahel e la regione del Sudan. La sezione settentrionale del paese è compresa nel deserto del Sahara; in quest’area, oltre la fascia di Aozou al confine con la Libia, si elevano a nord-ovest il massiccio di origine vulcanica del Tibesti, che raggiunge la sua massima altitudine nell’Emi Koussi (3.415 m), a est il massiccio dell’Ennedi (Altopiano di Basso, 1.450 m), mentre a sud-ovest si estende la depressione del bacino del Bodélé. La sezione centrale è occupata dal Sahel; a eccezione dell’altopiano di Ouaddaï (che ha un’altitudine inferiore ai 1.000 m) e delle estreme propaggini del Darfur a est, quest’area è dominata dal profilarsi dell’ampio bacino del lago Ciad, che gradualmente digrada verso sud. Il Bahr-al-Gazal (letteralmente “fiume delle Gazzelle”), un corso d’acqua temporaneo, congiunge la depressione del Bodélé a quella del lago Ciad. Nell’area meridionale, infine, si estende una parte del Sudan, prossimo alla fascia equatoriale; questa regione è in gran parte pianeggiante, se si escludono il massiccio del Guéra (1.613 m) a nord e i tavolati dell’Adamaoua e dell’Oubangui a sud, ed è caratterizzata dalla presenza del lago Ciad (posto a nord-ovest, a un’altitudine di 281 m sul livello del mare), alimentato dal fiume Chari e dai suoi affluenti, che delimitano un’area fertile a sud-ovest del territorio.
Nelle regioni settentrionale e centrale del Ciad non esiste una vera e propria rete idrografica e anche gli uadi, che solcano i rilievi montuosi e le vaste depressioni, per via delle frequenti siccità, solo occasionalmente sono occupati dall’acqua di piovaschi improvvisi e violenti. Alcuni rappresentano la testimonianza fossile di fiumi ormai estinti, che andavano a confluire nell’originariamente immenso lago Ciad (Mega-Ciad). Le oasi si trovano in prossimità di rari affioramenti della falda acquifera, alimentata dagli uadi infiltratisi nel sottosuolo. La sezione meridionale del paese è percorsa da numerosi corsi d’acqua, tra cui il Kéita, il Salamat e soprattutto il Logone, che occupano un’ampia pianura e confluiscono nel fiume principale, il Chari (lungo 950 km, il suo bacino idrografico occupa una superficie di circa 250.000 km²), il maggior immissario del lago Ciad. Questo lago, scarsamente profondo (2-6 m), circondato da un’ampia fascia paludosa e in parte salato, è quanto resta di un antico mare interno, che nel Pleistocene occupava una vasta area di depressioni a sud-ovest del Tibesti. Importante riserva idrica, il lago viene sfruttato per la pesca e il suo limo, arricchito dalla decomposizione dei papiri, rende particolarmente fertile il terreno. Durante la stagione delle piogge raddoppia il suo volume, passando da 10.000 km² di superficie a 25.000-26.000 km²: recenti siccità, tuttavia, e l’eccessivo sfruttamento delle acque per l’irrigazione delle aree coltivabili ne hanno abbassato drasticamente il livello.
Nel Ciad si alternano tre stagioni, una secca da marzo a giugno, una umida da luglio a ottobre, e una relativamente fresca da novembre a febbraio. Nel nord, desertico, le precipitazioni annue sono quasi inesistenti (25 mm nell’oasi di Faya-Largeau) e le temperature sono molto elevate di giorno e fredde di notte. Nel centro, semidesertico, quando non si verificano particolari condizioni di siccità, le precipitazioni annue variano da 250 a 500 mm. Il sud presenta un clima tropicale, con abbondanti precipitazioni (1.200 mm) ed escursioni termiche annuali e giornaliere attenuate. La temperatura media diurna a N’Djamena varia dai 33 °C in dicembre (14 °C la notturna) ai 42 °C in aprile (23 °C la notturna).
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