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Sinfonia Composizione orchestrale costituita normalmente di quattro sezioni o movimenti. Inizialmente il termine venne applicato agli interludi di forme musicali come la cantata, l’opera e l’oratorio (ad esempio, la Sinfonia pastorale del Messiah di Händel, 1742). La sinfonia nel senso moderno del termine nacque all’inizio del XVIII secolo.
Nel Settecento, l’Italia, l’Austria e la Germania diedero vita alle prime e già compiute forme di sinfonia che contribuirono in maniera determinante ai successivi sviluppi del genere e delle diverse scuole nazionali.
Verso il Settecento, le ouverture d’opera italiane (dette sinfonie) avevano trovato la loro forma definitiva in tre movimenti, veloce-lento-veloce, con l’ultimo movimento spesso costituito da un minuetto. Queste ouverture venivano di frequente eseguite come pezzi da concerto e compositori italiani, come Tommaso Albinoni, Giovanni Battista Sammartini e Antonio Vivaldi, iniziarono a scrivere sinfonie autonome nello stesso formato. Poiché presto le sinfonie presero a utilizzare la forma sonata nel primo movimento, e spesso anche in altri, i precursori della sonata figurano anche nello sviluppo della sinfonia. Una terza importante influenza venne dagli intermezzi napoletani, le brevi opere comiche in cui, per la chiarezza del testo, le melodie erano costituite da combinazioni di brevi, nitidi motivi sostenuti da semplici armonie. Ciò offriva al compositore materiale grezzo da ricombinare, riarmonizzare e sviluppare all’interno della forma sonata.
Nel 1740 la sinfonia era ormai diventata il principale genere di musica orchestrale in importanti centri musicali come Mannheim, Berlino e Vienna. Johann Stamitz portò l’orchestra di Mannheim alla fama internazionale, usandone le migliori risorse nelle sue sinfonie. Fu tra i primi ad aggiungere un quarto movimento, un rapido finale che seguiva il minuetto, e i secondi temi dei suoi movimenti di forma sonata hanno spesso un carattere nettamente contrastante con i primi temi. A Berlino i compositori Johann Gottlieb Graun e Carl Philipp Emanuel Bach (figlio di Johann Sebastian) scrissero sinfonie in tre movimenti con pochi contrasti tematici netti, ma con forte enfasi sullo sviluppo e l’espressività. A Vienna dominavano le sinfonie in quattro movimenti, con un posto di rilievo per il primo, dove un’attenzione particolare veniva riservata all’integrazione melodica fra i temi. Importanti compositori viennesi furono Georg Matthias Monn e Georg Christoph Wagenseil. Non meno influente fu un altro figlio di Bach, Johann Christian Bach, che studiò in Italia e operò a Londra, e le cui sinfonie risentono dell’eleganza della melodia italiana.
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