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Tensione superficiale

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Introduzione

Tensione superficiale In fisica, la forza che agisce sulle molecole della superficie libera di un liquido, conferendo a tale superficie proprietà simili a quelle di una pellicola elastica. La natura della tensione superficiale è la stessa delle forze attrattive che agiscono tra le molecole interne del liquido: si tratta di forze di coesione, di natura elettrostatica. Tuttavia, mentre ogni molecola interna, completamente circondata da liquido, è attratta in ugual misura in tutte le direzioni dalle molecole vicine, ciascuna delle molecole superficiali risente solo dell’attrazione esercitata dalle molecole sottostanti; ne risulta una forza di richiamo, che tende ad attirare le particelle superficiali verso l’interno del liquido.

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Unità di misura e dipendenza dalla temperatura

Operativamente, la tensione superficiale si misura con uno strumento chiamato tensiometro, che valuta l’intensità della forza necessaria a rompere la superficie del liquido, quando si solleva un filo o un anello sottile appoggiato su di essa. Si misura quindi come una forza per unità di lunghezza, in newton/metro.

La forza di tensione superficiale diminuisce al crescere della temperatura: nei liquidi più caldi, infatti, è indebolita dal moto di agitazione termica delle molecole.

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Fenomeni riconducibili alla tensione superficiale

Una goccia d'acqua che cade da un rubinetto assume una forma sferica proprio a causa della forza di tensione superficiale: le molecole interne della goccia, infatti, attraggono quelle più esterne in modo da disporle sulla superficie di area minima, vale a dire su una sfera. Una goccia di mercurio assume una forma sferica anche quando è posta su un piano d'appoggio, perché le sue forze di tensione sono più intense della forza di gravità: ciò non vale per l'acqua, che è caratterizzata da una tensione superficiale molto più debole di quella del mercurio.

È grazie alle forze di tensione superficiale, inoltre, che la superficie libera dell'acqua può sostenere la punta di un ago o il peso di insetti leggeri come le effimere o i gerridi, che possono tranquillamente pattinare sulla superficie degli stagni.

La tensione superficiale è inoltre responsabile dei fenomeni di capillarità; ad esempio, dell’effetto per cui un liquido tende a risalire le pareti di un condotto sottile, se le sue forze di coesione (la sua tensione superficiale) superano quelle di adesione alle pareti del recipiente.

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