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Gneo Pompeo

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Gneo PompeoGneo Pompeo
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Introduzione

Gneo Pompeo (Roma 106 - Egitto 48 a.C.), generale e uomo politico romano, noto come Pompeo Magno; fu dapprima alleato e poi grande rivale di Giulio Cesare.

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Una brillante carriera militare

Proveniente da una famiglia senatoria, all'età di diciassette anni si batté, con il padre Pompeo Strabone (console nell'89 a.C.), a fianco di Lucio Cornelio Silla contro Caio Mario e Lucio Cornelio Cinna. Nell'84 a.C. reclutò tre legioni, con le quali sconfisse i seguaci del partito di Mario; venne poi inviato in Africa e in Sicilia per combattere contro la fazione mariana. Al suo trionfale ritorno a Roma fu onorato con il titolo di Magno, 'il Grande'. Successivamente, inferse una sconfitta ai partigiani di Marco Emilio Lepido, ex sostenitore di Silla, cacciandoli dall'Italia, e debellò il partito mariano riorganizzato da Sertorio in Spagna (76-71 a.C.). Di nuovo in Italia, nel 71 a.C. pose fine alla rivolta servile fomentata dallo schiavo Spartaco, guadagnandosi un ampio favore popolare. Nel 70 a.C. fu eletto console insieme a Marco Licinio Crasso.

Tra il 67 e il 66 a.C. Pompeo liberò il Mediterraneo dai pirati e fu posto a capo delle province orientali dell'impero con l'incarico di condurre la guerra contro Mitridate VI Eupatore, re del Ponto. Conclusa vittoriosamente la campagna contro Mitridate (65-62 a.C.), proseguì la guerra contro Tigrane il Grande, re dell'Armenia, e Antioco XIII di Siria, annettendo i loro regni ai domini romani. L'espansione territoriale dell'impero permise di raddoppiare le entrate erariali dello stato e accrebbe notevolmente la fortuna personale di Pompeo.

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Il primo triumvirato

Rientrato in Italia, dopo aver sottomesso anche gli ebrei e conquistato Gerusalemme, congedò le milizie e nel 61 a.C. per la terza volta gli fu tributato il trionfo a Roma. Richiese subito al senato, ratificate le conquiste in Asia, di distribuire alcune terre ai suoi veterani, ma, al rifiuto del senato di accondiscendere ai suoi desideri, si rivoltò contro il partito aristocratico e, formando il primo triumvirato (60 a.C.), costituì una stretta alleanza con Crasso e Cesare, del quale sposò la figlia Giulia. L'anno seguente Cesare partì per la conquista della Gallia, dove sarebbe rimasto nove anni.

Il rapporto con Crasso si fece sempre più teso e Pompeo iniziò a nutrire anche una crescente gelosia nei confronti di Cesare, a causa dei suoi successi militari in Gallia. Il triumvirato fu comunque rinnovato nel 56 a.C. e Pompeo divenne proconsole della Spagna, che amministrò con sette legioni, continuando tuttavia a rimanere a Roma.

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La lotta contro Cesare

Nel 54 a.C. Giulia morì e l'anno dopo Crasso fu ucciso in Siria. Nel 52 a.C. Pompeo fu eletto console unico, con il compito di ristabilire l'ordine a Roma, in preda all'anarchia e ai contrasti tra opposte fazioni. Ansioso di porre un freno alle ambizioni di Cesare e di privarlo del comando, ottenne a questo scopo l'appoggio del senato: Cesare obbedì all'ordine di abbandonare il proprio incarico e di fare ritorno a Roma, ma a patto che Pompeo, che teneva un suo esercito nei pressi della capitale, cedesse a sua volta i poteri militari.

Il senato insistette per una rinuncia incondizionata di Cesare, ma questi attraversò il Rubicone nel 49, sfidando così il senato e la sua milizia, al comando di Pompeo: questi fu costretto a battere in ritirata a Brundisium (odierna Brindisi) e poi in Grecia. Cesare si garantì allora il controllo dell'Italia e, prima di attraversare l'Adriatico al suo inseguimento, sconfisse le forze pompeiane in Spagna. Pompeo, che nel frattempo aveva radunato un forte esercito, uscì vittorioso a Durazzo, ma fu battuto a Farsalo, nella Grecia settentrionale, nel 48 a.C.; fuggito in Egitto, venne fatto uccidere il 28 settembre dello stesso anno dal faraone Tolomeo XIII.

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