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Risultati di Windows Live® Search Alceo (Mitilene, Lesbo 630 ca. a.C. - ?), poeta greco, tra gli esponenti di maggior rilievo della lirica monodica d’età arcaica. Di famiglia aristocratica, già implicata a Lesbo nel rovesciamento del tiranno Melancro, avversò fieramente anche gli atteggiamenti autoritari dei suoi successori Mirsilo e Pittaco; tutto ciò gli causò una vita amaramente caratterizzata da lotte politiche, periodi di esilio, partecipazione diretta a guerre e battaglie, vissuta cioè secondo i dettami dell’etica delle classi nobiliari d’epoca arcaica. La sua vasta produzione poetica (numerosi gli inni e le odi), divisa in base ai vari argomenti in dieci libri dagli eruditi d’età alessandrina, è caratterizzata da un forte autobiografismo. Vi compaiono infatti la lotta politica – vissuta con veemente passionalità –, la guerra, l’amore, la descrizione realistica dei luoghi da lui visitati. Queste tematiche sono sovente associate a quella conviviale, giacché il vino e il simposio – a detta del poeta – sono tra le poche gioie della vita: si può infatti bere per brindare alla morte del tiranno Mirsilo, per dimenticare le pene della guerra o dell’amore, o semplicemente per stare insieme con i propri amici. Come avviene per la conterranea Saffo, sono però poche le testimonianze rimaste della poesia di Alceo; in esse si colgono comunque la sua lingua eolica (vedi Lingua greca), l’imitazione dello stile di Omero, le innovative soluzioni della metrica, tra le quali la cosiddetta “strofe alcaica”, sovente ripresa dal poeta latino Orazio, il più illustre dei successivi imitatori di Alceo, numerosi tra gli esponenti della letteratura latina e della letteratura greca.
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