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Respirazione artificiale Sistema impiegato per forzare l'aria a entrare e a uscire dai polmoni di un soggetto incapace di respirare. La sospensione della respirazione naturale può essere dovuta a malattie, ad esempio la poliomielite o l'insufficienza cardiaca, oppure a shock elettrico, overdose di farmaci o di alcol, soffocamento per annegamento, inspirazione di gas nocivi o blocco meccanico delle vie respiratorie. In tutti questi casi la respirazione artificiale è una misura di pronto soccorso che dev'essere adottata al più presto, poiché la privazione di ossigeno per più di cinque minuti può causare danni cerebrali irreversibili e morte. Generalmente la respirazione artificiale può essere effettuata da una persona o da un mezzo meccanico.
Il metodo bocca a bocca è una tecnica di rianimazione, in cui il soggetto in stato di incoscienza viene sdraiato supino (appoggiato sulla schiena), con il capo in iperestensione, cioè il più possibile all'indietro, per impedire che la lingua blocchi le vie respiratorie. Tenendo chiuso il naso della vittima, il rianimatore appoggia la bocca su quella della vittima, chiudendola ermeticamente, ed esegue quattro insufflazioni brevi e profonde. Se la vittima non riprende a respirare, il rianimatore deve continuare l'assistenza respiratoria alla frequenza di un atto ogni cinque secondi (dodici al minuto), permettendo all'aria di uscire dai polmoni della vittima fra un respiro e l'altro. La rianimazione deve continuare finché il soggetto non riprende a respirare o finché non arriva il personale specializzato. Se la persona incosciente è un neonato o un bambino piccolo, il rianimatore deve coprire con la propria bocca sia la bocca che il naso, eseguendo piccole insufflazioni al ritmo di una ogni tre secondi. Per ripristinare la respirazione in una persona che sta soffocando a causa di un'ostruzione delle vie respiratorie, è necessario dare quattro pacche leggere e veloci fra le scapole. Se questo non è sufficiente a spostare il corpo estraneo, il soccorritore deve applicare la cosiddetta manovra di Heimlich, che se necessario può essere ripetuta più volte. Una misura di pronto soccorso respiratorio che richiede un addestramento speciale è la cosiddetta rianimazione cardiopolmonare: in questa procedura, usata ad esempio nella rianimazione delle vittime di attacco di cuore, il soccorritore esegue la respirazione bocca a bocca e contemporaneamente produce una compressione sul torace (massaggio cardiaco), volta a mantenere la circolazione del sangue nell'organismo. Questa tecnica può essere anche applicata da due soccorritori, ognuno dei quali esegue una delle due manovre.
Molti sono gli strumenti meccanici di rianimazione utilizzati per effettuare la respirazione artificiale. Il rianimatore portatile è un dispositivo presente su mezzi di emergenza come le ambulanze e i veicoli dei vigili del fuoco. Il polmone d'acciaio viene, invece, adoperato nelle strutture ospedaliere per pazienti affetti da paralisi dei muscoli respiratori: è formato da un grande serbatoio che racchiude tutto il corpo del paziente, tranne la testa; un motore varia la pressione all'interno del serbatoio, facendo sì che l'aria entri ed esca dai polmoni del paziente. La macchina cuore-polmone è un respiratore esterno che serve a mantenere il sangue saturo di ossigeno durante le operazioni chirurgiche a cuore aperto. Gravi difficoltà respiratorie possono richiedere l'impiego di un ventilatore meccanico, che forza l'aria nei polmoni tramite un tubo inserito nelle vie aeree superiori attraverso il naso, la bocca o un'apertura nella trachea. I pazienti in coma che per oltre 30 giorni dipendono da un respiratore di questo tipo possono non riprendere a respirare spontaneamente.
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