Elementi correlati
Cerca in Encarta
Cerca in Encarta informazioni su Puerto Rico

Risultati di Windows Live® Search

Tutti i risultati in
Risultati di Windows Live® Search
Pagina 3 di 4

Puerto Rico

Articolo
Multimedia
Puerto Rico: bandieraPuerto Rico: bandiera
Struttura articolo
5

Economia

Nell lungo periodo della dominazione coloniale spagnola, durata 250 anni, l’isola produceva soprattutto caffè, tabacco e zucchero per il mercato spagnolo ed europeo. Con l’inizio del XX secolo (dopo la guerra ispano-americana) l’isola passò sotto il controllo statunitense; il mercato nordamericano, abituato al più leggero caffè brasiliano, non apprezzava il prodotto portoricano; inoltre, in seguito a due violenti uragani, nel 1899 e nel 1928, gran parte delle coltivazioni di caffè venne distrutta. La coltura che si andò affermando fu quindi quella dello zucchero, che l’isola esportava senza tassazione negli Stati Uniti; negli anni Quaranta il 25% della manodopera era impiegato nella coltivazione della canna da zucchero.

Nel secondo dopoguerra vennero portati avanti progetti per diversificare l’economia e incrementare il turismo: con l’Operazione Bootstrap, lanciata nel 1947, il governo, con il sostegno statunitense, deviò i proventi delle tasse per investimenti industriali e prese altre iniziative per attrarre capitali stranieri. L’Operazione Bootstrap fu coronata da successo: nel 1965 l’isola aveva il PIL pro capite più elevato dell’America latina e le condizioni di vita erano visibilmente migliorate. Gli anni Settanta e Ottanta furono caratterizzati da un periodo di crisi economica e di recessione; segni di miglioramento furono visibili a partire dalla fine degli anni Ottanta. Il prodotto interno lordo fu, nel 2001, di 67.897 milioni di dollari USA, corrispondente a un PIL pro capite di 17.685,30 dollari USA.

5.1

Agricoltura

L’attività agricola è andata perdendo importanza durante tutto il corso del Novecento; la coltivazione più redditizia resta il caffè, seguito da ortaggi, canna da zucchero, banane, ananas, tabacco e riso; l’economia agricola è completata dall’industria casearia e dall’allevamento di pollame e bovini da carne. La maggior parte delle foreste dell’isola è stata diboscata prima del XX secolo e, nonostante gli sforzi per il rimboschimento fatti dopo il 1935, l’industria del legname rimane trascurabile, al pari di quella ittica. Il comparto agricolo, che impiegava il 40% della forza lavoro nel 1947, ne impiega oggi il 2% (2005); il comparto contribuisce per lo 0,7% alla formazione del PIL.

5.2

Risorse minerarie e industria

Le principali risorse minerarie del paese, a tutt’oggi non pienamente sfruttate, sono sabbia silicea, argilla, rame, cobalto, cromo, nichel, minerali ferrosi, ghiaia, grafite e torba. L’industria è incoraggiata a livello governativo con esenzioni fiscali, prestiti e assistenza alla ricerca, e beneficia delle importazioni di capitale, tecnologia e imprenditorialità dagli Stati Uniti. L’industria dell’abbigliamento è la più importante del paese, seguita da quella elettronica, agroalimentare, chimica, farmaceutica, e dalla produzione di macchinari industriali, articoli in gomma, plastica e metallo, strumenti di precisione, calzature e bevande alcoliche (distillazione del rum). Il settore industriale fornisce il 42,8% del PIL, occupando il 19% (2005) della forza lavoro.

5.3

Commercio e trasporti

Un’importante fonte di valuta è il turismo, che dal secondo dopoguerra in poi è andato sempre aumentando d’importanza nell’economia portoricana; nel 2006 gli arrivi furono 3,72 milioni. Il settore terziario fornisce il 56,5% del PIL, occupando il 79% (2005) della popolazione attiva.

L’aeroporto internazionale Luis Muñoz Marín di San Juan è uno dei più trafficati dell’area caraibica; anche il porto marittimo di San Juan ricopre un importante ruolo come terminal di navi portacontainer. Le comunicazioni interne dell’isola, con l’eccezione dell’area della capitale, sono tuttora piuttosto arretrate: le poche linee ferroviarie sono utilizzate solo per il trasporto della canna.

6

Ordinamento dello stato

Colonia spagnola dagli inizi del XVI secolo, Puerto Rico fu ceduta agli Stati Uniti nel 1898, in seguito alla guerra ispano-americana. Dal 1952, anno dell’introduzione di una nuova Costituzione, lo stato gode di un’ampia autonomia ed è associato (Commonwealth) agli Stati Uniti. I portoricani condividono molti diritti e doveri dei cittadini statunitensi, ma non possono votare per le elezioni del presidente e del Congresso degli Stati Uniti.

Il capo dell’esecutivo è un governatore, eletto a suffragio universale per quattro anni e senza limiti di rieleggibilità. Il governatore nomina i membri dell’esecutivo con il consenso del Parlamento. Il potere legislativo è esercitato da un Senato di 28 membri e da una Camera dei rappresentanti di 53 membri. Puerto Rico è rappresentata al Congresso degli Stati Uniti da un delegato senza diritto di voto.

La scena politica è dominata dal Partito popolare democratico (PPD), che sostiene il mantenimento dello status di Commonwealth, e dal Nuovo partito progressista (NPP), che sostiene la totale integrazione negli USA. Vi sono inoltre alcuni movimenti indipendentisti, dei quali l’unico rappresentato in Parlamento è il Partito per l’indipendenza.

Precedente
| | |
Successiva
Trova nell'articolo
Anteprima di stampa
Invia




© 2008 Microsoft