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Urbanistica

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Scuola di Piero della Francesca: Città idealeScuola di Piero della Francesca: Città ideale
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Introduzione

Urbanistica Disciplina che si occupa dell'analisi e della pianificazione dello sviluppo dell'insediamento urbano. L'urbanistica elabora i piani generali di trasformazione del territorio, i piani di circolazione stradale dei veicoli pubblici e privati, le strategie di recupero delle zone depresse e delle aree rurali e i piani di protezione ambientale.

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L'urbanistica greca e romana

Gli scavi archeologici dimostrano che molte città antiche erano frutto di una precisa pianificazione e di un attento studio del territorio. In Grecia, la struttura originaria della città rifletteva simbolicamente l'organizzazione della società: la città-stato era sviluppata intorno a un centro religioso (acropoli), circondata da mura, torri e bastioni a difesa della sua particolare identità. L'architetto greco Ippodamo di Mileto, considerato il padre dell'urbanistica, progettò importanti insediamenti e strutture urbane, quali la città di Turi e il Pireo, sempre mirando a mettere in accordo l'estetica degli edifici con la loro destinazione; a lui si deve una prima teorizzazione della pianta urbana a maglia ortogonale, in cui le strade si intersecano ad angolo retto, indipendentemente dalla morfologia del territorio.

I romani ereditarono dai greci una profonda sensibilità urbanistica. I loro progetti di templi, archi trionfali, ginnasi, fori e grandi spazi pubblici sono classici esempi di una pianificazione particolarmente attenta ai rapporti di simmetria. Le nuove città fondate nei territori conquistati avevano pianta a griglia ortogonale, imperniata su due assi ideali incrociati perpendicolarmente (cardo e decumano), ed erano circondate da mura difensive (vedi Arte romana). La necessità inoltre di creare collegamenti tra le città e le province dell'impero portò alla progettazione e realizzazione di una ricca rete di infrastrutture (strade, ponti, acquedotti).

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Medioevo

Dopo la caduta dell'impero romano d'Occidente, le città europee subirono un lento declino. Dal V al XIII secolo gli insediamenti urbani si svilupparono in modo disordinato intorno ai castelli, alle chiese e ai monasteri.

Alla crisi della città altomedievale, seguirono intorno all'anno Mille la rinascita economica e la riorganizzazione urbana segnate dall'istituzione dei Comuni: la città fu razionalmente suddivisa in zone (quartieri), in posizione gerarchica rispetto al centro (individuato da una grande piazza); furono inoltre stabilite le prime regole circa l'altezza delle costruzioni private e pubbliche.

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Rinascimento

Durante il Rinascimento la pianificazione urbana tornò a ispirarsi ai modelli classici greco-romani. In netto contrasto con l'irregolarità degli insediamenti medievali, l'impianto urbano rinascimentale prevedeva ampie strade che si sviluppavano in cerchi concentrici intorno a un punto centrale, la piazza: da questa si dipartivano poi radialmente altre strade, che collegavano tra loro le arterie circolari. Fra le numerose città italiane costruite o trasformate secondo questo schema si segnalano Palmanova, in provincia di Udine, e Ferrara, dove dal 1475 al 1505 l'architetto Biagio Rossetti organizzò i lavori per il raddoppio dell'area urbana, su incarico del duca Ercole I d'Este. Tale impostazione venne poi ripresa nel 1666 da Christopher Wren, autore del Plan for London ('Progetto per la città di Londra'), e influenzò notevolmente la pianificazione dei nuovi centri spagnoli e britannici nelle colonie del Nuovo Mondo.

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