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Equidi

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Introduzione

Equidi Famiglia di mammiferi perissodattili comprendente cavalli, asini e zebre, tutti appartenenti al genere Equus. Gli equidi sono animali di grandi dimensioni, caratterizzati da zampe lunghe e snelle, un unico dito funzionale (il terzo), una dentatura completa e una coda terminante con lunghi crini. Sono animali erbivori, che brucano l’erba delle steppe e delle praterie in cui vivono allo stato brado. In natura si riuniscono in gruppi familiari costituiti da uno stallone e numerose femmine e in piccole mandrie di soli maschi.

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Storia evolutiva

La linea evolutiva che porta ai moderni equidi può essere ricostruita attraverso una ricca documentazione fossile che parte dall’Eocene inferiore, vale a dire all’incirca 50 milioni di anni fa. Il più antico antenato degli equidi moderni di cui si abbia testimonianza apparteneva al genere Eohyppus (o Hyracotherium): era un piccolo mammifero erbivoro delle dimensioni di una volpe, che aveva zampe anteriori con quattro dita e zampe posteriori con tre. A partire da questo animale, l’evoluzione favorì un progressivo aumento delle dimensioni, della lunghezza delle zampe e del muso, e una riduzione del numero di dita funzionali, come adattamento a una corsa più efficiente.

Durante l’Eocene comparvero diversi generi affini sia in Nord America sia in Eurasia; di questi, le specie eurasiatiche si estinsero, mentre quelle americane diedero origine, nell’Oligocene, al genere Mesohippus, di dimensioni maggiori di Eohyppus, e dotato di tre dita tanto nelle zampe anteriori come in quelle posteriori, con il dito mediano più sviluppato degli altri.

Nel corso del Miocene Mesohippus venne sostituito da Hypohippus e da Anchitherium, che si ritiene abbiano colonizzato l’Eurasia. Altri discendenti di Mesohippus furono Miohippus e Merychippus; questo secondo genere sviluppò denti dalla corona alta, che gli consentirono di specializzarsi nella masticazione dell’erba; inoltre il secondo e il quarto dito regredirono ulteriormente, a favore del terzo. Fra i discendenti di Merychippus, nel Pliocene, si trovano Hipparion e Pliohippus; quest’ultimo sembra essere il diretto progenitore del moderno genere Equus.

La diffusione del genere Equus dal Nord America all’Eurasia, all’Africa e al Sud America risale al Pleistocene; da allora, gli equidi americani andarono incontro all’estinzione. Al principio dell’età della Pietra gli equidi erano numerosi in Europa, come dimostra il ritrovamento di resti fossili nelle caverne abitate dall’uomo, in numero tale da far ritenere che questi animali venissero spesso uccisi a scopo alimentare. Nel Neolitico, quando l’Europa era in larga misura coperta dalle foreste, il numero dei cavalli diminuì notevolmente. Fra i resti dell’età del Bronzo sono stati rinvenuti morsi e altri finimenti, che testimoniano chiaramente come in quel periodo i cavalli fossero ormai diventati animali domestici.

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Gli equidi moderni

Un tempo costituita da numerosi generi e specie, oggi la famiglia degli equidi si è ridotta al solo genere Equus. La sua caratteristica principale è la presenza nelle zampe di un solo dito funzionale, protetto da un ampio zoccolo corneo. Al di sopra di questo permangono lateralmente i residui vestigiali del secondo e del quarto dito. La presenza di un numero dispari di dita funzionali fa degli equidi dei membri dell’ordine dei perissodattili, a cui appartengono anche i rinoceronti e i tapiri.

La dentatura di questi animali comprende da 36 a 40 denti, adatti alla triturazione dell’erba. Nelle femmine i canini sono spesso assenti. Lo stomaco non è suddiviso in camere come quello dei ruminanti; la digestione della cellulosa contenuta nei vegetali è permessa dai microrganismi (batteri e protozoi ciliati) presenti nell’apparato digerente.

Le diverse razze di cavallo domestico (Equus caballus) discendono tutte dal cavallo di Przewalski (Equus przewalskii, o Equus caballus przewalskii), una varietà selvatica di antica origine, di cui ormai sopravvivono soltanto alcuni esemplari in cattività. Il cavallo di Przewalski e il cavallo domestico sono generalmente considerati membri diversi della medesima specie, in quanto, se incrociati, danno origine a prole feconda.

L’asino domestico deriva dalla specie selvatica Equus asinus, originaria delle regioni dell’Africa orientale. In Asia resistono alcune popolazioni di asini selvatici delle specie Equus hemionus (vedi Emione) ed Equus onager (quest’ultima talvolta considerata una sottospecie della precedente).

Esistono inoltre tre specie di zebra, distinguibili per la diversa disposizione delle strisce del mantello. Gli ultimi esemplari di quagga (Equus quagga), un equide affine alle zebre, sono scomparsi verso la fine del XIX secolo.

Classificazione scientifica: Gli equidi costituiscono una famiglia dell’ordine perissodattili, classe mammiferi, phylum cordati.

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