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Sarcofago Manufatto in pietra, legno, terracotta o metallo, destinato a ricevere la salma di un defunto e a custodirne i resti; si distingue dall'urna, che contiene le ceneri frutto della cremazione. Il termine 'sarcofago', che significa 'che consuma carne', deriva dal greco e si riferisce all'antica superstizione secondo la quale la pietra calcarea usata in Asia Minore per la fabbricazione dei sarcofagi consumava l'intero corpo, a eccezione dei denti, nel giro di soli 40 giorni. Questo tipo di sepoltura era diffuso nell'antichità in ampie regioni dell'area mediterranea, dall'Egitto alla Mesopotamia, dall'area egea alla Fenicia, dall'Etruria a tutto il mondo romano.
Il tipo più antico di sarcofago egizio è a forma di cassone, in pietra o legno: variamente decorato e recante talvolta iscrizioni, fu utilizzato fino a epoca tarda. L'altro tipo a noi noto è quello antropoide, a forma di mummia, realizzato in un primo tempo in cartapesta, poi in legno e in pietra; anch'esso conobbe una lunga fortuna. A volte i sarcofagi erano multipli, come nel caso del faraone Tutankhamon: la sua mummia era racchiusa in tre casse lignee antropomorfe contenute l'una dentro l'altra nel sarcofago di granito, a sua volta racchiuso entro quattro casse di legno. Vedi anche Arte egizia.
I sarcofagi egizi, insieme a quelli mesopotamici, a forma di vasca, costituirono i modelli per i sarcofagi della regione siriaca, diffusi in Siria, Fenicia (attuale Libano), Palestina, nell'area cartaginese e in tutte le terre toccate dai fenici (coste mediterranee della Spagna, Sardegna ecc.). Se i sarcofagi più antichi risalgono al II millennio a.C., i più famosi sono quelli provenienti dalla necropoli reale di Sidone, datati fra il 500 e il 300 a.C.: ricordiamo in particolare quelli di forma antropoide, secondo un tipo molto diffuso, e quelli ricchissimi, oggi al Museo archeologico di Istanbul: il sarcofago licio, il sarcofago delle piangenti, il cosiddetto sarcofago di Alessandro, opera di artisti greci.
Il sarcofago non fu un monumento funerario diffuso in Grecia, anche se se ne trovano alcuni tipi in terracotta (ad esempio a Clazomene), riccamente dipinti. Alcuni esemplari lignei di epoca ellenistica si sono conservati nella Russia meridionale.