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Armi portatili Armi da fuoco che possono essere caricate e azionate da una sola persona, a differenza delle armi di accompagnamento. Si tratta di pistole, fucili, moschetti e carabine, mitragliette, mitragliatrici (in realtà, queste ultime richiedono due serventi, uno per la mira e il fuoco, l’altro per l’alimentazione delle munizioni, e sono per questo chiamate anche armi portatili collettive). Le armi portatili (dette anche “armi leggere”) si caratterizzano per il loro non rilevante calibro (sino a 9 o al massimo 12,7 mm, con eccezioni per modelli speciali o per i fucili da caccia).
Le prime armi leggere, chiamate cannoni a mano, o schioppi, si svilupparono sul modello di precedenti armi da artiglieria; poco pratiche, pesanti e soprattutto lente e imprecise, si andarono via via perfezionando, diventando in pochi decenni determinanti per l’esito delle battaglie.
Nella prima metà del XIV secolo fu realizzata un’arma da un semplice tubo di ferro ad anima liscia, chiuso posteriormente eccetto che per una piccola apertura detta focone. Il tubo era caricato con il proiettile e con la polvere, e per fare fuoco si inseriva una miccia, oppure un tizzone, nel focone. I modelli successivi presentavano un incavo, detto scodellino o bacinetto, all’estremità esterna del focone; una piccola carica di polvere veniva posta nello scodellino e accesa per contatto con una miccia a lenta combustione. La miccia – un pezzo di corda impregnato in una soluzione di nitrato di potassio – bruciava senza sviluppare fiamma; la carica di polvere era di difficile accensione, in quanto risentiva molto dell’umidità.
Verso la metà del XV secolo fu introdotto un nuovo tipo di schioppo, dove la miccia a lenta combustione era fissata all’estremità di un pezzo di metallo a forma di “S” imperniato sul centro, la cosiddetta “serpentina”. Tirando con un dito la parte inferiore della serpentina, si faceva entrare la miccia a contatto con la carica di polvere pirica. Un miglioramento apportato alla forma del fusto, in modo da consentire di fare fuoco appoggiando l’arma sulla spalla, produsse l’archibugio.
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