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Risultati di Windows Live® Search Catari Movimenti ereticali del cristianesimo medievale, caratterizzati da un rigido ascetismo e da una teologia dualistica, probabilmente ereditata dal manicheismo e imperniata sul conflitto fra il mondo spirituale, creato da Dio, e quello materiale, opera di Satana. Costituiti in vere e proprie Chiese alternative alla Chiesa romana e con una precisa gerarchia e sacramenti, i catari manifestarono una dialettica teologica assai vivace. È possibile infatti distinguervi due posizioni: quella moderata, per la quale Satana, angelo ribelle e precipitato nel mondo materiale, diede forma a esseri umani inerti rianimati proprio dagli angeli ribelli divenuti però prigionieri della materia; e quella radicale che trasformò Satana nel creatore malvagio del mondo e antitetico principio rispetto al Dio buono del cielo. Dualisti erano i pauliciani che, passando dalla Tracia all'Europa sudorientale nel IX secolo, si diffusero assieme ai bogomili in Bulgaria, Albania e Slavonia. Forse attraverso la loro predicazione l'eresia che venne chiamata catara (derivando il nome dalla pretesa degli appartenenti di essere puri, in greco katharós) apparve nell'Italia settentrionale nel XII secolo con le comunità di Desenzano, Mantova e Concorezzo, diffondendosi però particolarmente in Francia meridionale, dove gli aderenti al movimento vennero chiamati albigesi. Alla fine del XIV secolo i catari erano praticamente scomparsi, anche in seguito all'incisiva azione degli ordini mendicanti (francescani e domenicani), dell'Inquisizione e della crociata contro gli albigesi. Della letteratura catara possediamo, oltre al rituale latino e provenzale, il Liber de duobus principiis (Libro dei due Principi).
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