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Introduzione; Leonardo e il signor Teste; La giovane parca e Il cimitero marino; Charmes; I quaderni
Valéry, Paul (Sète 1871 - Parigi 1945), poeta e saggista francese. Figlio di madre italiana e padre corso, compì gli studi di legge all'Università di Montpellier e nel 1892 si stabilì a Parigi, dove frequentò con André Gide il circolo letterario di Stéphane Mallarmé. Sulla rivista simbolista 'La Conque' apparvero le sue prime poesie, che, insieme ad altre composte tra 1889 e il 1896, sarebbero state poi raccolte nel volume Album di versi antichi (1920). Questi testi risentono fortemente dell'influsso dei simbolisti. Valéry, ispirato da Charles Baudelaire, Edgar Allan Poe, Joris-Karl Huysmans e Mallarmé, iniziava così la sua attività poetica, che proseguì fino alla leggendaria 'notte di Genova' del 1892, quando, a seguito di una crisi intellettuale e sentimentale insieme, decise di abbandonare la poesia.
Il rigore e la lucidità intellettuali cui da allora fece appello cercavano di opporsi all'instabilità dei sentimenti, agli inganni della sensibilità, alla vaghezza delle sensazioni e della 'letterarietà'. Si dedicò allora agli studi di matematica e nel 1895 pubblicò il saggio Introduzione al metodo di Leonardo, in cui Leonardo da Vinci viene presentato come espressione dello spirito universale, che seppe conciliare i principi dell'arte e della ricerca scientifica, cogliendo le più ardite e complesse correlazioni tra i fenomeni. A questo saggio seguì La serata con il signor Teste (1896), in cui Valéry presenta l'intellettuale ideale: padrone della sua vita mentale e dotato di una lucidità che non viene scalfita dall'irrazionalità delle passioni e dei desideri.
Il silenzio della poesia, mentre Valery faceva carriera come impiegato ministeriale, durò fino al 1917 quando, per insistenza di Gide, fu pubblicata La giovane Parca, allegorica trasfigurazione 'del mutare d'una coscienza nel giro d'una notte', in cui si descrivono (sono ancora le parole di Valéry stesso) 'gli stati successivi d'una coscienza che passa dal sonno al risveglio'. L'aspetto della poesia che ora attraeva Valéry era il 'gioco difficile' dei suoi aspetti tecnici (legami metrici, allitterazioni, assonanze), il meccanismo per cui il ritmo si radica in parole. Ebbe qui inizio il periodo della maturità lirica del poeta. Nel 1920 pubblicò Il cimitero marino, meditazione sulla vita e sulla morte in cui si afferma la poetica della priorità della form sul fond, cioè delle condizioni formali sul tema, a partire dal principio che 'all'inizio c'è il ritmo', il quale 'a poco a poco si dà un senso'.
Nel 1922 uscì la raccolta poetica più importante, Charmes, titolo che ha la doppia valenza del latino carmina, cioè 'canto', e 'incanto'. Con quest'opera (che comprende anche Il cimitero marino) Valéry muove verso l'originaria combinazione di sensazione e pensiero, recuperando così in parte la tradizione simbolista delle sue origini e continuando il 'dramma dell'intelligenza', che vuole 'conoscere' anche le attese e le tentazioni della vita. Il lavoro poetico è accompagnato da una serie di scritti saggistici: Analecta (1921), Sguardi sul mondo attuale (1931), Cattivi pensieri (1943).
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