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Introduzione; Il governo dei Savoia; Le dominazioni straniere; Il ruolo nel processo di unificazione italiana
Regno di Sardegna Organismo statale costituito nel 1720 e durato fino al 1861, quando il processo di unificazione italiana sfociò nella proclamazione del Regno d’Italia.
Già vicereame di Spagna ceduto agli Asburgo con la pace di Utrecht (1713), la Sardegna fu trasformata in regno nel 1720, dopo che in base al trattato di Londra del 1718 fu assegnata dall’imperatore Carlo VI a Vittorio Amedeo II, duca di Savoia, in cambio della Sicilia. Il Regno, che comprendeva gli altri domini sabaudi (Savoia, Nizza e parte del Piemonte), in seguito alla sua partecipazione alle guerre di successione polacca (ottenendo con il trattato di Vienna del 1738 Novara e Tortona) e austriaca (dopo la quale in base alla pace di Aquisgrana del 1748 acquisì i territori del Vigevanese, dell’Alto Novarese e del Pavese) estese i propri confini fino al Ticino.
Dopo aver perso alcune campagne militari contro Napoleone durante il periodo delle guerre della Francia rivoluzionaria, il re Vittorio Amedeo III fu costretto a firmare la pace di Parigi (1796), con la quale cedeva Nizza e la Savoia. I territori continentali del Regno, dopo aver subito una prima occupazione francese (1798-1799) e quella austro-russa (1799-1800), durante l’età napoleonica furono annessi alla Francia. Nella sistemazione dell’Europa seguita alle guerre napoleoniche, sancita dal congresso di Vienna (1814-15), con la restaurazione sul trono della dinastia dei Savoia il regno estese i suoi possedimenti annettendo i territori della Repubblica di Genova (all’incirca l’attuale Liguria).
Attraversato dai moti del 1820-21, dopo la definitiva scelta costituzionale del re Carlo Alberto con la concessione dello Statuto (4 marzo 1848), il Regno di Sardegna svolse un ruolo-guida nel Risorgimento italiano, intervenendo nella prima guerra d’indipendenza contro l’Austria (1848-49) e quindi, grazie all’abile politica diplomatica del primo ministro Cavour, concludendo vittoriosamente la seconda guerra d’indipendenza (1859-60) con l’annessione dell’Italia centrosettentrionale (pagata però con la cessione alla Francia della Savoia e di Nizza, territori che il Regno sardo aveva riottenuto nel 1815 con la Restaurazione) e del Regno delle Due Sicilie. Con la proclamazione del re sabaudo Vittorio Emanuele II a re d’Italia nel marzo del 1861, il Regno di Sardegna cessava infine di esistere.
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